– La porta è aperta.
– Non abbiamo la chiave!
– Sì, ma cazzo, è aperta!
– Eh, no, le porte senza chiavi non vanno.
– Ti spiego con calma… La porta è chiusa, tu hai la chiave, la metti nella serratura, la giri per una mandata o due, abbassi la maniglia e spingi. Ci siamo fin qua?
– Sì, solo che la chiave non ce l’ho.
– Va bene, non ce l’hai… Se la porta è chiusa e non hai la chiave, la porta resta chiusa e non si apre. Ma se la porta è aperta e tu non hai la chiave, il problema non sussiste e tu puoi passare di là. No?
– Mi chiedo perché la porta è aperta…
– Ma che ne so… Ti avverto che piove a dirotto e siamo fradici, se non te ne sei accorto. E oltre quella porta, c’è il riparo.
– Sarà di qualcuno quella porta, magari è in giro e non gradisce che si entri.
– Magari è dentro, magari s’è scordato. Entra, minchia!
– E se fosse una trappola?
– Già, sarà dentro con lo schioppo.
– E se fosse una specie di invito fasullo?
– Esefosse esefosse! Possiamo solo saperlo quando siamo dentro. Entra!
– Prima tu, che te ne fotti della chiave e di tutto quanto.
Pressato dal diluvio e inviperito dalla discussione, si lanciò con impeto attraversò il vano. Con un rumore di ossa rotte si ritrovò per terra di schiena, con tutta l’acqua sulla faccia. L’entrata era solo dipinta, come le gallerie del coyote.
– Serve la chiave.
gene
Postilla
La realtà esiste nella mente umana e non altrove.
George Orwell
