tuttologia in direzione contraria

Viaggio a Gariss

Tutta la spataffiata simil-omerica di giovedì era solo l’anticipo delirante del pellegrinaggio da Monte Carasso a Preonzo, prendendo per le montagne però, per il gusto di riagguantare terra incontaminata. Teleferica fino a Mornera, trasferta pedestre fino ad Albagno, ristoro con birra e massimi sistemi e poi la partenza del vero cammino per Gariss (Agarizio, secondo documenti comunali datatissimi).

“Sull’erta che porta alla bocchetta d’Albagno, attorno al ’70, il Pà chiese al Mapèta se funzionava.

– As sén el tof di vermen in la tère – rispose aulico l’improvvisato compagno di viaggio, per dire che la situazione era piuttosto verticale.

Mi ricordo che in cima, esprimendo il forte desiderio di una paglia che non aveva, il Mapèta ne trovò una per terra, ingiallita e rinsecchita dai mesi all’addiaccio e se la fumò come se fosse l’ultima.”

Noi due, la Maddalena e io, siamo meno epici e beviamo un powerade blu elettrico. Da lassù, Gariss non si vede ancora e la discesa è fatta di pietre su pietre, senza sentiero battuto. Mi sembra che di lì non ci passi mai nessuno e nessuno si vede. Appena sopra Cusall, quando i prati cominciano ad accogliere, due camosci timidissimi e rapidi balzano lontano come se non avessero mai incontrato un bipede, figurarsi due.

Poi arriviamo a Gariss, tra steli d’erba secca, un tiglio che non ricordo e una luce andalusa che paralizza, come se ogni movimento possa farne svanire la bellezza assoluta. Non è San Moritz o il Piano delle Creste, non ne ha la maestosità e la fama, ma tiene ribellione e intimità come nessun luogo al mondo. Discosto dalle grandi vie alpine, percorse da migliaia di turisti, sembra difendersi con un’ostilità che si scioglie solo quando si capisce.

Sono davvero quasi quindici anni che non passo da lì e lo spiego alla Maddalena che da parte sua è al debutto assoluto. Nessuna nostalgia assale, tutto è ancora vivo e forte, come si conviene a un posto dell’anima. Mi scappa da ridere, in modo irrefrenabile, al pensiero dei giorni passati lì col Dany, il Denco, il Uoter, il Cicio e altri dilettanti della vita. Ne racconto una, per dire dell’inutile e necessaria filosofia.

“Attorno alle quattro di mattina, col Dany stiamo facendo avanti e indietro con i tasti play e rewind del registratore, per raccogliere testi sconosciuti da cantare. Altri dormono. Poi uno si sveglia furibondo, il Lore, ed esce dalla stanza inviperitissimo.

– Piantéle. A si bè più canaja! – dice spingendomi, con l’aria delle grandi disapprovazioni.

Il Dany, con quella faccia seria che mette su quando è al massimo dello spasso, risponde beffardo:

– Ma a sem dré a regisctrèe.

Il Lore se ne torna indignato nei suoi appartamenti e dopo una decina di minuti sveglio la camerata avviando la motosega nel dormitorio, tanto per divertirsi ancora (non tutti apprezzano).”

C’è poco tempo per fermarsi, bisogna riprendere la marcia per Preonzo e la discesa è interminabile. Ma io non me ne andrei più da Gariss, commosso e felice. La Maddalena capisce, ma è inflessibile. Salvo impressionarsi per gli immensi abeti bianchi, i Biézz, secolari e indefesse sentinelle alle quali si ispirò sicuramente Dino Buzzati.biézz

Altri due camosci nella Val Piana, schivi e veloci come i parenti di Cusall. Umani, neanche uno, che spettacolo.

Alle sette di sera arriviamo al Crot dal Biondo, coi piedi in fiamme e il cuore occupato da una giornata da appuntare nell’anima. Totale del viaggio, dieci ore per dieci chilometri.

Ecco, la verità è questa, e la cosa di ieri alla Tolkien dei poveri è spiegata.

 

gene

 

Postilla

Rifugio in pietra nella Valle di Moleno (di Preonzo, ndr), a 1.422 m, circondato da prati. Il rifugio non dispone di guardiano ed è aperto da maggio ad ottobre per gli ospiti, che potranno usufruire di una cucina completamente attrezzata con legna o gas e acqua corrente.
La Capanna Gariss mette a disposizione 20 posti letto, tutti con coperte di lana. Il camino crea un’atmosfera accogliente. L’accesso è possibile da due lati con tempi di marcia compresi fra le 3 ore e 30 e le 4h. Il rifugio non è dotato di telefono e non è nemmeno possibile chiamare con i cellulari.
http://www.ticino.ch/it/alpineHuts/details/Capanna-Gariss/13381.html)


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