In direzione contraria

Noi dobbiamo andare per di là. Lo so che mi stai per dire che gli altri vengono di qua, ma nave-contrarialoro hanno altro da fare che incunearsi in direzione contraria. Noi dobbiamo passare dove sono passati loro, per raccogliere le cose che buttano e per ripiegare le loro onde, così da poter navigare oltre il loro passato sepolto, verso il nostro futuro. Vedrai che all’orizzonte ne appariranno molte di navi umane in massa, ma ben poche saluteranno e ancora meno si fermeranno a scambiare doni. Se andrà bene, una di queste navi si volgerà e seguirà noi con una nuova ebbrezza. E stai attento, che da alcune tenteranno abbordaggi o spianeranno colubrine. Ti ricordi cos’ha detto Luca l’altra sera? Siamo fuori, fuori di testa, fuori tempo, fuori legge, fuori registro. Prendine atto e andiamo.

Raccogliendo tesori, incrociammo genti, ma nessuno ci superò venendo da dove venivamo noi – che poi non sapevamo nemmeno più da dove fossimo partiti. Conchiglie di parole inutile, relitti di canzoni dimenticate, bottiglie con messaggi in lingue morte, fotografie dilavate di donne e di terre. Il mare tiene tutto, non butta niente; a noi tocca raccogliere, curare e rimettere in sesto, come si fa con i naufraghi.

Andammo ancora, ammainando le vele solo in terre dimenticate e struggenti, guardando cieli stellati come se fossero nuovi. Più volte ci perforarono la chiglia e ci sbrecciarono gli alberi, ma erano peggio le tempeste, più forti e meno ostili di alcune navi corazzate, o di altre irte di remi manovrati da schiavi.

Abbiamo una goccia di splendore da custodire, capisci? Per questo ci tocca l’ostinazione in direzione contraria.

 

gene

 

Postilla

Per chi viaggia in direzione ostinata e contraria col suo marchio speciale di speciale disperazione e tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi per consegnare alla morte una goccia di splendore di umanità di verità

Faber

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