Economia che gira

Con la griglia ancora incandescente e i cicitt non ancora tutti consumati, partono. Scossi bracedal pavé, i tizzoni ballonzolano come stelle a San Lorenzo. Le piccole ruote della griglia mobile non sono abituate a lunghi tragitti e soffrono. Uno spinge con mani guantate per proteggersi dall’inferno rotante, gli altri due portano assieme la cassa con gli utensili, il pane e i cicitt sopravissuti alla giornata.

– Pecaat mia fai là – spiega uno della cassa, come a giustificare quella transumanza impensata. Gli altri due annuiscono.

Sono in viaggio dalla piazza al baretto dove voci dicono sia in corso una castagnata, che coi cicitt si sposa bene, di sicuro. Quando comincia l’asfalto, le cose vanno meglio e con una certa speditezza. Ma c’è da attraversare la strada, intasata dal sabato. È quasi notte, e la griglia sembra una nave in fiamme al largo dei Bastioni di Orione. Eroici, fermano le auto e si apprestano ad attraversare. Un saltino giù dal marciapiede e la misera ruotina davanti si affossa, la griglia si inchina come se volesse ringraziare gli automobilisti e poi si rovescia.

L’inferno in strada. Quello dei guanti tenta di raddrizzarla, gli altri due scalciano braci, clacson salgono altissimi, portiere si aprono, insulti fioccano. Chissà come, la griglia torna eretta, ma piantata nella carreggiata. Arriva uno, il solito praticone, e con la pala raccoglie l’inferno e lo ributta nella pancia della griglia. Appaiono altri guanti e altre mani e appena il feretro ricomposto è dall’altra parte della strada, senza ricevere compassione dagli utenti, la marcia riprende, eroica, funebre, cantata.

Al baretto accolgono con sospetto e un certo timore, ma poi divorano castagne e cicitt, come nell’Ottocento. Il traffico rimane perturbato fino a tardi.

Nel cuore della notte, nel deserto del sonno diffuso, sferragliano di nuovo fino in piazza con la gloriosa griglia, intiepidita, zoppa ma contenta. “Ié nai tücc”.

 

gene

 

Postilla

Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi:cicitt-old

navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione,

e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser.

E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo,

come lacrime nella pioggia.

È tempo di morire.

Rutger Hauer/Roy Batty

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