tuttologia in direzione contraria

Misteri della lingua

burattino

La dottora ha detto alla mia mamma di smettere di fare la sartessa, che si rovina la salute. E che poi, il mio babbo, col suo mestiere di cuochesso guadagna per due. Eh no, Agatha, coi mestieri non ci siamo. Devi scrivere: “dottoressa, sarta, cuoco”. Rifare.

Provo ancora.

La mia ziessa fa l’avvocata, che è quella che parla alla giudicia per farle cambiare idea. La sua segretariessa ha gli occhiali ed è brutta come un’elefanta.

Consegno.

– Anche gli animali sbagli adesso? Elefantessa, Agata, elefantessa! Segretaria, Giudice, avvocatessa!

– Ma come si fa a capire quando è “essa”?

– Studia e scrivi.

Scrivo.

Papa – Papessa; Falegnamo – Falegnama; Carrozziero – Carrozzieressa?; Babbo – Babba (o Babbessa); Meretore – Meretrice; Pescatore – Pescatricessa; Principe – Principa (questa la so); Conte – Conta; Duca – ???; Broker – Brokera; Brocco – Brocchessa; Calciatore – Calciatricia; Pasticcio – Pasticciaia; Gabinetto – Gabinetta; Rondino – Rondina (facile); Clown – Clowna; Io – Essa.

Consegno. La maestressa legge, mi guarda, non dice niente.

 

Dopo cena (patatesse bollite), la mia babba legge a voce alta la lettera della maestressa.

Vostra figlia Agatha sembra che si impegni, in realtà mi prende in giro. Anzi prende in giro la lingua italiana. Storpia mestieri, animali, cibi, parentele e titoli nobiliari. Vi consiglio di smetterla di parlarle in dialetto.

– È vero, Agatha?

– No! Io scrivo sempre giusto. È essa, la maestressa, che non mi può vedere.

– Vediamo. Dimmi il femminile di Capo.

– Testa.

– Giusto… Non capisco. E di Uomo?

– Donna.

– E di Fantasmagorico?

– Fantasmaghioricaiessa.

– A me sembra tutto esatto, tu che ne dici?

Il babbo abbassa il giornale.

– Tutto giusto. Rispondi alla maestressa: “Nostra figlia è una genia”

Sono andata a letto felicia.

 

gene

 

Postilla

I grandi scrittori non sono fatti per subire la legge dei grammatici, ma per imporre la loro.
Paul Claudel


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