tuttologia in direzione contraria

solitario

Ramon si era alzato male, dopo aver dormito male, sognato male e avuto freddo. Era uscito di casa furioso, sperando nell’acquerugiola sul cappello e nei passi necessari. Niente, non servì.

Si era seduto al bar, aperta la mail e visto quella cosa che aspettava da un anno e passa, ma che non dimenticava nemmeno per un minuto. Ancora prima di aprirla, era certo che avrebbe spiegato un rifiuto. “Il suo manoscritto… manca qualcosa… ci spiace”. Voilà.

Non ci volle pensare e preparò una cartella per la serata di presentazione di alcuni racconti. Nel vorticare di ruote nella rotonda accanto al bar, il mondo andava come tutti i giorni, alla cieca e il caffè si era freddato. Ma la cartella venne bene.

Si alzò e attese il bus alla fermata, con l’intenzione di andare a tirare qualche colpo al bocciodromo, per continuare a non pensare.

Salì cupo e si sedette in direzione contraria, tanto per coerenza. Dopo aver visto sfrecciare orrendità umane e costruzioni sciatte, volse lo sguardo al sedile accanto e vide Marco, un ex-allievo, con le solite cuffiette antisociali. Ramon gli picchiò il giornale su un ginocchio per destarlo dal rapinoso telefono, cosa che gli toccava fare spesso anche in classe. In quella classe di ragazzi e ragazze maturati in ritardo e che ancora non avevano conquistato la licenzia di scuola media, disorientati, riottosi, diffidenti, ribelli. Era stata un’impresa strapparli alla ripulsa per le nozioni e incamminarli nel piacere ostico di una lezione di italiano dopo l’altra. Marco era uno dei più scontenti della sua vita scolastica precedente e ci mise un sacco di tempo a prestare attenzione senza spezzare quella degli altri, accumulando assenze assurde per dita schiacciate, parti  e ritardi dei treni.

Al colpo di giornale, Marco alzò la testa, sorrise tolse UNA cuffietta e al mio “come stai?” rispose: “Mi sono ripreso, la licenza, un lavoro, la vita”. Non ringraziò, giustamente, dato che alla fine il merito era stato suo.

Ora tocca a me, pensò Ramon. Scese dal bus e al bocciodromo vinse un paio di partite.

 

gene

 

Postilla

A volte ho la sensazione che il mondo intero sia contro di me, ma in fondo so che non è vero. Alcuni paesi più piccoli sono neutrali.
Robert Orben


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