Sotto il pino… 
Sì?
Sotto il pino…
Sotto il pino cosa, zio?
Sotto il pino c’è il Rinaldo che suona il trombone!
Il pino consiste in due rami tagliati e appiccicati come spenta decorazione natalizia. E il Rinaldo sta suonando il basso tuba. Però, come la mette giù il Meo, è meglio, con un pino vero e il trombone, accrescitivo che rende l’idea della potenza che potrebbe essere e che certamente è nel cuore del mio impareggiabile amico.
Col Meo ascoltiamo la banda, ma scommetto che lui, nella sua mente prodigiosa, ha trasformato un dettaglio posticcio in una cavalcata epica. Infatti, alla fine della suonata, salta in piedi e manifesta l’entusiasmo con una serie incontenibile di bravi!, che si girano tutti i disabituati alle espressioni di giubilo e passione.
Il Rinaldo sorride proprio come quando abbatte un cinghiale. La Maddalena, invece, fa cenni di tenere calmo il Meo che la deconcentra. Ci provo. Impossibile.
Non si può far altro che trascinarci al consumo di una birra, cosa che si esegue tra le sue proiezioni sul carnevale prossimo, venturo, interminabile.
È fatto così, con le sue scadenze attese come mirra e i bisogni impellenti. Mi trasporta con sé nelle sue visioni, le condividiamo e quando la Maddalena ci raggiunge ci trova entrambi in una specie di infanzia imperitura, dove sotto al pino c’è il Rinaldo che suona il trombone e noi si anela a una güggen.
gene
Postilla
Senza la musica per decorarlo, il tempo sarebbe solo una noiosa sequela di scadenze produttive e di date in cui pagare le bollette.
Frank Zappa
