Ma non si potrebbe fare il sole un po’ più caldo d’inverno e un po’ meno d’estate?
Già, davvero incredibile che nessuno ci abbia mai pensato, congiuntivi o no. E per le stagioni di mezzo hai altre idee?
Si prendono, si mescolano venti e piogge, si ripartiscono e poi si invertono.
Si inverte cosa?
Eh! Autunno a marzo, primavera a settembre, già. Tutto più regolare.
Gnè ce na bela idei
Gli dai ragione anche tu?
Certo che mi da ragione. Ma pensaci: finiti i discorsi sul tempo, stop alle lamentele, agli imbarazzi e agli errori delle signorine del Meteo (tra l’altro, mi fanno anche compassione, mandate allo sbaraglio in quel modo da Binaghi il Re dei Maghi).
Ihihihihih! Binachi i Re di Cachi!
E in piscina? E a sciare? E Locarno on Ice? E la Radio? con tutti quegli animatori simpatici in diretta dagli Eventi e che chiamano il Gobbi o il Beltraminelli per una domanda su vacanze o karaoke? Cosa diranno? Chiameranno te? Cosà farà la gente per distrarsi, che oltre a non parlare degli accadimenti celesti non avrà più neanche Cupole o Tendine dove trovarsi per gli Apericena o i Colapranzi? Vengono da te? Nel giardino che non hai?
Ma chi se ne frega della gente, che si arrangia da sola senza dubbi. Pensiamo a noi.
Pensa per te, che a me ci penso da solo.
‘ificile ‘ensare…
Pensa invece, anche te e per te. Porca troia che caldo.
Vedi? Basterebbe un tantino di inversione… Agosto incrociato con gennaio, et voilà!
Ma basta… Basta!
a racione ‘vece.
Sentite, intanto che voi delirate, io vado all’ombra. Da quando non piove più in questo posto di merda?
È una domanda seria?
No!
Okay. Comunque, è da aprile. Con il mio sistema tutto questo disagio climatico non c’era. È solo una questione di equilibrio, come a tavola.
Cosa c’entra la tavola?
Beh, non è che in una settimana mangi mille cipolle, trenta chili di patate, quindici di pasta, sessanta di insalata, trentadue di pane – magari senza lasciare una sola briciola ai disgraziati seduti con te – e quella dopo niente. No, ovvio. Ripartisci, suddividi nei giorni e con gli altri, per non sentirti pieno da scoppiare o con la pancia che s’incolla alle ossa.
I mangi cuando cè.
Tu non fai testo! E comunque, cibo e tempo non sono paragonabili. Non sono distribuibili equamente! Se non nella tua pazzia
Giusto, bravo! Dimenticavo la pazzia: distribuisci anche quella, regoli, fai una media. Un po’ per uno. Regaliamocela.
Va bene, ci rinuncio. E con le facce di merda?
Quelle le lasciamo ai proprietari, senza mescolare, non si sa mai cosa ci capita. Meglio che siano riconoscibili anche di notte. D’accordo?
Dacorto!
E allora, che pioggia d’agosto sia! Olé!
gene
Postilla
La sera nevicò, alzando altissimi lamenti.
g.



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