tuttologia in direzione contraria

Il dissenso

uffa

Un tipo mi fa che lui no, non ce la fa a star fuori dal bar con tutte le auto che passano, la puzza e il rumore allegati. Neanche un caffè si berrebbe, all’aperto, precisa. Mentre alzo le spalle, prende su la macchina, posteggia trecento metri più in là ed entra in un altro bar, dopo aver fumato fuori. Più tardi, certamente, andrà a casa sua, che sta a metà strada tra i due ritrovi. In auto. Si farà una sigarettina sul terrazzo, che dà sul centro di compostaggio, poi si avvolgerà nell’odore di fondue, consumata con sguardo fisso al telegioco del Soldati, senza indovinare quasi niente a causa, dice lui, delle chiacchiere di figli e moglie. Nel cuore della notte urlerà a due ragazzi che cantano per la strada. Prima, si sarà emozionato con Sanremo e per alcuni casi umani presentati come al Circo Barnum. La mattina dopo andrà all’autolavaggio, ritornerà al bar di prima, dove io sarò ancora lì al tavolino che dà sulla strada, e ripeterà la constatazione sul traffico e la puzza e che lui mai e poi mai.

gene

Postilla
Ognuno ha la pretesa di soffrire molto più degli altri.
Honoré de Balzac


Lascia un commento