tuttologia in direzione contraria

Mi ha sorvolato sul ponte di Roseto, appena sopra la testa, velocissimo. Non so se volesse aironedirmi qualcosa, che so, qua non puoi stare, non rompere o altro. Mi è parso che fosse un airone, o qualcosa di quella famiglia, magari un cormorano, una gru o una cicogna. E non so nemmeno se siano tutti parenti. Ma era bellissimo. Si è fermato sul greto a guardarmi, venti metri più in là.
Gli ho chiesto: – Zio, ti ho disturbato? Guarda che non sei di qua nemmeno te e come me sei solo di passaggio. Qui nidificano corvi, aquile, civette o, che so, merli e passeri. Non metterla giù dura, sto qua sul ponte a guardar giù, non a tirarti sassi o a sottrarti pesci, che poi in febbraio di pesci, col cazzo. Ho mangiato un panino con prosciutto e formaggio, ti interessa? No? E allora? Che bisogno c’è di fare tutta quella scena, passandomi ad ali spiegate a tre millimetri dai capelli? Sono qua ad aspettare, pacifico. Addirittura, contento di vederti, se almeno fossi stato più accogliente. E invece, vaffanculo, mi hai spaventato.
L’uccello, ali ripiegate e zampe filiformi, ha continuato a guardarmi, però zitto.
– Niente da dire? Sì, va bene, sei bello. Ma ricorda che agli stranieri come me e te potrebbero sparare, con la paura che hanno di vedersi sottratto territorio e insidiati amori e prede. Non si vede nessuno, d’inverno la Bavona per loro è inospitale e per i reietti come noi è una pacchia. Non sono uno di loro, rilassati.
Parve rilassarsi, facendo risplendere il piumaggio cinereo e alzando il capo, prolungando il becco.
– Bravo hai capito. Se sto qua ti annoio?
Non rispose, ma secondo me aveva capito. Si è alzato in volo tornando con dolcezza verso il ponte e al bang! è precipitato ai miei piedi. Oltre la riva, un uomo basso e goffo. Lì, a terra, quell’animale nobile e morto.

gene

Postilla
Puoi conoscere il cuore di un uomo già dal modo in cui egli tratta gli animali.
Immanuel Kant


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