tuttologia in direzione contraria

Senza titolo

Una settimana senza nuove storie, impegnato in solitudine e febbre a stendere un romanzo senza titolo, nascosto nelle segrete del cuore. Ne avrò ancora per un po’, fino al completamento. Intanto, ecco l’incipit, forse provvisorio.

Iclaro
Lo vedo ancora, seduto là a sinistra della porta, come un Aureliano Buendìa in attesa di un qualche tipo di esecuzione, non certo della morte. Delfino di nome per via che era il secondo dei suoi fratelli, ma non ne sono certo; di fatto, delfino della sua sposa Georgette, che certo lo amava ma esprimendosi a comandi e esortazioni. I nonni, un tempo, erano così, leggendari e chiari. Credo di non ricordare un solo bacio in pubblico, nemmeno una stretta delle mani. Neanche un caro come invito alla dolcezza. Eppure, si amavano, magari meglio di quello che siamo capaci di fare noi di nascosto con le rose dozzinali e le poesie sgangherate. Delfino guardava Georgette con gli occhi limpidi della mitezza mescolata a fatica e non ha mai trasgredito a un comando o a un’esortazione della sua amata. Al massimo dell’insofferenza, prendeva il carretto di legno a quattro ruote e scendeva alla stalla, mentre Georgette volgeva altrove il suo imperio. (…)

gene

Postilla
Procederò alla lettura di questo sedizioso testo. Perdonerete se a volte sarò preso dallo sdegno o dal ribrezzo.
Il Procuratore


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