tuttologia in direzione contraria

Hai voluto la bicicletta

Il Bisleri, dopo tanto pedalare su quella militare del peso netto di trentadue chili, aveva preso una Mondia nuovissima, lucente di parafanghi cromati e telaio rosso inferno. A piedi fino in città, con tappe alle osterie a farneticare di ossa spolpate con l’esperienza di un becchino, qual era, e ritorno difilato sulla bicicletta acquistata per cento denari, una follia. La moglie l’aveva redarguito come da prammatica e consigliato in ritardo sulla spesa.bici
Mìou ‘na cuèrte novo, gli disse, rammentando che quella vecchia, di coperta, stava ormai in piedi da sola, rappresa di terriccio prima del lavaggio e infeltrita dopo.
Naturalmente, il Bisleri aveva fatto spallucce e poi si era direzionato a Cà dal Geni, nello splendore del mattino di luglio. Pinzetta ai pantaloni, canottiera e capelli al vento, era sopraggiunto in piazza in gran velocità e frenato in derapage, per colmare lo spettacolo.
Te podéve bè téle piséi nóvo, da sgià che te gh’ére, ironizzò il Puda, indaffarato a far niente.
Il Bisleri appoggiò la meraviglia, mettendo il fazzoletto tra il muro e il manubrio, per delicatezza.
Si scolarono tazzini fino alle tre, quando il Bisleri ripartì ondeggiando verso casa, anelando la coperta infeltrita.
Il giorno dopo, nello stesso splendore di luce domenicale, ripercorse la strada di ghiaia fino a Cà dal Geni e in piena corsa, a cinquanta metri dall’arrivo, saltò giù al volo come un buttero del circo e lasciò che la Mondia andasse per conto suo come una gallina senza testa fino a schiantarsi contro il muro dell’osteria, schivando il Puda per questione di centimetri. Fine dell’amore.

gene

Postilla
La bici incarna il mito dell’uomo libero
Aligi Sassu


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