
Alto quanto un albero, Daniel fa ombra a Ghirma, come a ripararlo dal sole di giugno. È uno dei giorni più belli della loro giovane vita, sono pronto a scommettere e perdere, che tanto non lo diranno. Ghirma saltella come un merlo un po’ incazzato, ma gli passa.
Judith non li vede, ma li sente e le viene da ridere, come spesso è successo alle follie d’aula.
Christopher in rosa sembra una star e lo potrebbe diventare a giudicare da come scrive.
Vanessa e Fatima, ingannevoli e divine, timide, si spostano come siamesi.
Marco e Dylan, figli della Lega Grigia, sono sempre in bilico tra modernità e pastorizia, specialmente Marco che mette e toglie occhiali da pilota e poi sogna il Gesero; Dylan invece propende più sicuro per le georgiche, si avvierà a una versione di Captain Fantastic e intanto abbraccia alberi, s’incammina in sentieri di montagna, coglie fiori e accarezza animali.
Geison è contento e offeso, non posa per la foto. Intelligente e orgoglioso, incassa e non dimentica.
La principessa Jamica è arrivata in ritardo, come partita da Antigua e giunta per grazia
(Non sono sicuro che i nomi siano scritti nel modo giusto, ma suonano così).
Redjep è un ragazzo dolce, che vorrebbe tornare a casa subito dopo la consegna, ma si fa convincere al pranzo e si fa onore. È mio compaesano, quindi fratello.
Collane vistose alla Iglesias, sguardo da Balotelli, Steven ha ribaltato i pronostici non proprio favorevoli con un colpo di coda da grande centravanti; ha fatto gol e per la prima volta in sei mesi si toglie gli aculei e brilla.
Maris… Ah, Maris, quanta energia e simpatia, quanto desiderio di non fare nulla e prendere in giro, sore di qua e sore di là. Stonato e intonato, è un ribelle alla Kerouac, anche se ovviamente non sa chi sia il faro dei beatnik.
Ayrton, magro e icastico, arriva, prende, mangia e va, come un personaggio di Tarantino.
Mancano Jessica e Ivana, donne brillanti. La prima è una che capisce al volo, poi si disorienta, tocca spingerla e riparte; la seconda è dentro alcune idee ben fisse, che la rallentano e la elevano, in una bolla di contraddizione che lei non vede e va bene così.
Infine, come una tolda sicura, Nicoletta, che per questi ragazzi ha intrecciato una tela da issare come vela per condurli in mare aperto e poi al porto del diploma.
A onorarli, un vecchio direttore di scuola che parla di obiettivi, traguardi, fatica, impegno, lavoro, formazione. Sì, sì, va bene. Si è dimenticato della cosa più importante: la ricerca della felicità.
Io oggi sono felice, l’equipaggio riprende il mare. Una nave pirata.
gene
Postilla
Sono i ragazzi e le ragazze che hanno recuperato la licenza di scuola media, mancata qualche anno prima nei meandri dell’incomprensione. Glory days.
g.
