tuttologia in direzione contraria

Il baratto

Nel parcheggio davanti al Palazzo del Governo ci scambiamo cose antiche: io do al Gas due libri, lui mi consegna quattro formaggini. I miei libri sono densi di racconti che ho trascritto in quattro anni, i suoi formaggini racchiudono i profumi dell’erba di formagginimontagna. Alle nostre spalle, perché le spalle gliele giriamo, il Palazzo del Governo che puzza di burocrazia chiusa, di idee stanche, di passato ingombrante, di futuro spezzato. La nostra merce, formaggini e libri, costa poco e non dà fastidio, dà piacere. Io stasera mangerò e il Gas leggerà. Nel Palazzo non so, forse sale vuote e uffici serrati in attesa di domani, quando qualcuno penserà alle tasse da mettere su formaggini e libri, con leggi da parassiti.
Il nostro è un mondo miserabile, che specula sul lavoro dell’uomo, che tratta i libri come inutilità e i formaggini come ricettacolo di germi. Nelle tastiere di computer e telefoni ci sono batteri resistenti e sconosciuti, che viaggiano in groppa alle voci e avvelenano le ore di giorni frusti. Eppure, sono libri e formaggini a subire decime: libri scritti in terrazza nel gelo dell’inverno e formaggini consolidati in alpi discosti. Asini e capre: gli asini sono la copertina dei libri, le capre il latte cagliato dei formaggini. E dentro il palazzo? Toner e calcolatrici, per notificare la predazione.
Ma non si cede: il Gas chiude il baule e io lo zaino, ci salutiamo e andiamo ognuno per sé con la bramosia di goderci i doni barattati. Una bestemmia e un rutto, nella notte, sanciranno la ribellione. In direzione ostinata e contraria.

gene

Postilla
L’economia è sull’orlo del baratto.
Fragmentarius


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