Tre cose, o quattro

Si meraviglia del banchetto dei salumi.giorgia giorgio e neva (2)
Anche mentre suona, tiene d’occhio l’aria del quartiere dov’è nato.
Che non è neanche un quartiere, ma un cortile stretto tra pietre.
Oggi c’è la Festa del Paese e lui fa musica con la figlia, la accompagna alla chitarra. La accompagna come vorrebbe fare sempre, tenendola per mano, ma è una cosa che non gli riesce quasi mai.
Oggi sì, con gli accordi segue i saliscendi della voce ormai di donna, rallenta nelle titubanze, rilancia sulle sicurezze.
Quando capisce che il viaggio procede sicuro, si guarda l’aria circostante, i volti e i gesti, gli odori e la luce che ribatte sul muro giallo e torna sul viso di sua figlia.
Qualcuno porta un bicchiere di vino, un altro chiede se la sanno quella tale canzone, una fa foto e un’altra canta.
Molti passano distratti, altri discutono.
Alcuni sfogliano il libro che ha scritto lui.
Tenendo per mano la voce di sua figlia, si distoglie e si fa guidare nel velluto dell’amore per lei.
Ancora una piccola angoscia per una nota presa di traverso, che raddrizza con un controcanto.
Rallenta, aspetta che lei la ripeschi e riparta divertita.
La sera, quando smettono di suonare, si siedono in faccia alla casa dei nonni sotto il pero e si dicono grazie.
Si stringono le mani.

gene

Postilla
Nella vita bisogna fare tre cose: fare un figlio, scrivere un libro, piantare un albero.
Proverbio Zen

Lascia un commento