
Bobo dice: “È un mondo orribile. Se non c’è la guerra non vuol dire che ci sia la pace”. Ma cita Mandela e sorride con dolcezza insopprimibile.
Ginevra non dice ancora molto, ma capisce tutto e al giochino della Ghète da Crèe, quello che si fa risalendo con le dita fino al collo per poi fare solletico, si prepara e ride.
Il Genetelli non sa bene, gesticola in memoria di una rivoluzione trapassata e persa, ma degna.
Il Meo supera le angosce che gli provocano i bambini con i loro dolori insondabili e guarda il cielo in cerca di stelle o scie.
Questi quattro, recintati con ramina e ai piedi di un santo irriconoscibile e giustamente ignorato, fanno un cosmo. Come precipitati dallo spazio, si ostinano in direzione contraria.
Un altro mondo è probabile.
Rompicoglioni, astenersi.
gene
Postilla
È tempo che i genitori insegnino presto ai giovani che nella diversità c’è bellezza e c’è forza
Maya Angelou
