tuttologia in direzione contraria

Si pose in fronte a camere
e luci, artificiali;
senza rispondere a domande,
parlò di implementar misure
e di altri attori da incontrare,
allo studio di risorse ed obiettivi.
Si lamentò delle voci di giornale
miranti alla sua etica smontabile
di politico del popolo.
Si fece austero a dichiarare
che lui fumo non vendeva,
ma progetti e tavole rotonde.
Ora basta, il tempo è andato,
ch’è dalle sette che son sveglio.
E a maggio ricordatevi
del voto!

Intanto che il politico parlava
di parole apparolate,
il poeta camminava di cammini
camminati per sfuggire a quelle reti
che il sorriso e la pietà tengono tese
nel raccogliere le lische
di un pensiero consumato.
Deposte carta e penna,
azzittite con fermezza
metafore e terzine,
costruì nella memoria
le stagioni dell’amore,
la brina della guerra
e l’incerto camminare.
E a maggio cantare,
forse, si potrà

gene

Postilla
I poeti sono come i bambini: quando siedono a una scrivania, non toccano terra coi piedi
Stanislaw J. Lech


Lascia un commento