tuttologia in direzione contraria

Cuorefragile

vetrorotto
Stai lì, Cuorefragile, che rimandi a domani tutto quello che non c’è e nel nitore del mattino annaspi per agguantare sollievi. Calmati, non devi alzarti, niente ti obbliga, non una casa, non un lavoro, non una partita. Hai ragione, hai ragione, è la tua vita che stinge, nei pensieri ti si avvita il tedio, nelle membra la caducità, o così credi. Ma vecchi o giovani non conta, lo sai vero? Cuorefragile, hai cercato l’amore, come quasi tutti noi, e anche se è un maggengo riarso, beh: ne val la pena, no?
La pena, la pena…
No, forse non è pena, forse è solo un muro invisibile a cui appoggiare la fronte prima di cadere fucilato. Dicono che il plotone d’esecuzione abbia in dote un solo proiettile vero, gli altri a salve; ma non si sa di chi sia quel colpo e chi lo scaccerà dalla canna, così nessuno può sentirsi certamente imputabile. Solo che il condannato muore lo stesso, e forse preferirebbe sapere chi lo ha ammazzato. Nemmeno tu sai chi ti sta uccidendo, non c’è una fila, non c’è una schiera, ma solo un aguzzino dopo l’altro, una corte avventizia e cangiante con nomi e volti che non credi possibili.
E stai lì, Cuorefragile, per rimandare a domani.

gene

Postilla
E tu, che stai lì
senza più sapere
e pensi all’amore,
al grande amore
g.


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