tuttologia in direzione contraria

La partita – Anteprima

Dove fugge Damian, solitario con il suo fardello? Perché il vento autunnale lo sospinge, come fosse una foglia, verso una casa singolare e disabitata, separata anche da ogni ultimo villaggio? Il quaderno che porta con sé, che a lungo rilegge, dice che la partita in cui è invischiato, e di cui sembra giocare anonimi e come astratti minuti finali, ha pur conosciuto un prima, un tempo diverso, fatto di altro vento, di altre corse, vane anch’esse ma così dotate di senso: anni di un idillio dentro il quale tutto, luoghi cose persone, aveva un nome, una misura, un centro. (Christian Genetelli, quarta di copertina)

ca dala gana 2 - 2018

Estratto de La partita*

(…) Ci teniamo dentro le cose, almeno quello. Almeno credo.
Secondo stava dunque lì sulla panca di sasso, lo vedo ancora. Non pensava alla morte, che lo avrebbe invece colto a tradimento nel letto. Meglio di così non si può, dissero. Come se una morte incosciente sia una morte minore e non necessitasse uguale strazio nei sopravvissuti. Mi straziai, invece. Per me era la prima morte di un amato, una cosa inconcepibile e che mi fece seguire il feretro con odio sublime per il cielo e per la terra. Un plotone di esecuzione, quello sì, altro che dolcezza della morte nel sonno. Un plotone composto da fatiche, soprusi, esplosioni, silicio, martellate, sogni nemmeno pensati, amarezze sicure. Al funerale, transitarono preti, consiglieri e personaggi del paese che mi stavano gigantescamente sul cazzo, con le armi dell’ipocrisia e del cordoglio ancora fumanti, che facevano piangere mamma a ogni respiro e che ne incenerivano i capelli, tinti di biondo fin dal tempo della testa rotta e riparata con chissà quali fantasmi annidati dentro.
Secondo come Aureliano, però morto senza rivoluzioni e senza pesciolini d’oro da cesellare. Sterco di pecora e sassi, a dismisura. E strozzando il disprezzo altrui, sottile e tagliente, per il suo essere nato straniero in terra considerata sacra, anche se parlava come tutti e come tutti piegava la schiena alla povertà. Non so se la piegasse anche a Dio, non mi ricordo se andasse a messa o ci credesse. Di certo bestemmiava, anche se di rado e con l’accortezza di stare fuori dalla portata furente di Odette. E aveva un segreto che ne diresse gli atti e i sentimenti, che solo io seppi, che ora preme e che mi incamminerà alla condanna per averlo svelato. (…)

*La partita è un romanzo di Giorgio Genetelli che uscirà a settembre 2018 per le Edizioni Ulivo.

Martedì 2 ottobre 2018, il romanzo La partita sarà presentato alla Biblioteca di Maggia, Palazzo Patriziale di Aurigeno


Lascia un commento