
Tutto si scorge da quella montagna,
dicevo alla piccola infante mia figlia,
nemmeno ha bisogno di esser grifagna
ma dolce fluire nel colmo come cono a vaniglia
E lei figlia tuttora impaziente, decide il viaggio
sfiorando ricordi e sfidando il presente,
il passato di un giorno squillante del maggio
e l’adesso chiomato nel ritmo del bosco fiorente
Dal nero del lago ancora e ancora si deve salire
il fiato s’accorcia alla distanza vicina dei passi
ma c’è dentro la spinta per voler concupire
quelle forre franose e ombreggiate dai sassi
Toccata con mano la vetta brezzata, è meraviglia infinita
di averlo nei piedi e di sentirlo nel cuore
quel monte, e alla figlia fiorente adesso le è udita
la parola completa degli avi, le è visto il candore
Tutto si scorge da quella montagna
gene
Postilla
Io ce l’ho fatta! A molti sembrerà nulla, ma per me è stata una meta che mi sono sempre portata nel cuore. Fin da piccola quando mio papà e mio nonno mi raccontavano di questo magnifico pizzo, per me era magia, un posto dove potevi vedere qualsiasi cosa. Oggi finalmente ho potuto ammirare con i miei occhi la bellezza che circonda questa vetta e porterò questo traguardo nel mio cuore per sempre. Oggi io ho vinto!
Post Gigi



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