
La passerella tra Maggia e Moghegno la inaugurarono in uno splendido mattino di settembre, quasi ottobre. Già prima c’era una passerella, ma vecchia e consunta. La sostituirono con una nuova, pensata e ponderata, costosa e sfavillante, anche se le due terre dovettero starsene isolate per qualche mese (più di un anno, ma il tempo è relativo).
In quel mattino, con la popolazione ai piedi del podio, parlarono gli oratori: il Sindaco, l’Architetto, l’Ingegnere, il Politico e il Prete (sembra la barzelletta del paracadute mancante, ndr, ma non è questo il punto, per niente).
Esordì il Sindaco con un’oratoria niente male e senza troppi neologismi, ma forse già pensava alla partita di calcio del pomeriggio; proseguì l’Architetto e Ingegnere al contempo, sdoppiato nella sua visione edificatoria della vita e nell’idea che la tecnica possa tutto; balzò sul podio il Politico (francamente sconosciuto) per parlare di mobilità sostenibile, di bike sharing (ohibò!) e di metafore a chilometro zero; e per finire parlò il Prete, che ripercorse cose smunte di un qualche vangelo, o reiterazioni di una liturgia trita, e poi benedì il manufatto come se fosse un bambino al battesimo, ma era solo ferro e cemento. Infine, tutti all’aperitivo, tra tavolini e palloncini, tutti bianchi forse per una questione virginale.
Ecco. Pensai tra me e me: perché non vedere questo nuovo ponte come paradigma di un’umanità che si congiunge? In quei tempi oscuri, l’Altro era un nemico e le costruzioni erano muri e ancora muri. Quel ponte tra Moghegno e Maggia non poteva essere il simbolo di una rinascita, con l’uomo che abbraccia l’uomo? A nessuno venne in mente che in tempi remoti la mobilità sostenibile era la sola locomozione e si chiamava “andare a piedi”, che il bike sharing, e qualsiasi altro sharing, dalle patate al latte, dalle braccia al pane, era detto “baratto” o “necessità”. A nessuno venne da dire che la guerra distrugge prima di tutto i ponti e che la pace si occupa di ricostruirli. A nessuno venne da dire che quando genti diverse si incontrano la vita è più bella.
Fu un’occasione persa, ma utile per lo spettacolo.
gene
Postilla
Purtroppo sono più numerosi gli uomini che costruiscono muri di quelli che costruiscono ponti
Proverbio cinese
