tuttologia in direzione contraria

Tre giorni

Febbraio 2005fratelli genetelli

Te adesso non dici niente, ma a vedere questi giovinastri che se la passano in difesa invece che liberare a me viene il fumo. Noi sì che non ci pensavamo a rilanciare: palla lontana, vita più sana. Va be’… Stai pure lì con gli occhi chiusi e quei baffi da importantone che sai sempre tutto, ma guarda che se non c’eravamo noi dietro ce la potevamo sognare al Campo Marzio. Tra te e il Luciano, a fare i belli… Per fortuna che c’era il Giglio a dare una mano in difesa, ben più pratico di voi ganasa. Fa come vuoi, non rispondermi, scommetto che stai pensando che il ganasa sono io. E hai ragione, te sei lì bello tranquillo, e io non so che cosa fare che siamo qua solo noi due. Ma dovevi proprio smetterla con la vita? Ottantacinque anni, va bene, ma ti costava tanto andare avanti un altro po’? Avevi quelle mele e quei peri da potare e tutto quanto quel cinema per quattro piante alte un cazzo: io sì che mi sono spiaccicato tra le vigne, altro che pom e peséi da ragnignèe la domenghe. In più, e non te l’ho mai detto perché sei permaloso, ma quella porta di Pon Valentin traballa, l’hai fissata di fretta che tanto sono io il coglione e posso aspettare. Oh certo, adesso posso aspettare in eterno, se sto qui a contare su di te mentre sparisci chissà dove dentro quella cassa di merda. E allora sai che faccio? Vado a casa e tempo tre giorni, giusto per salutare, muoio anch’io come te e ti raggiungo. Ganasa.

gene

Postilla
Due uomini del mio paese, dopo una vita di dissidi e amicizia, morirono a tre giorni l’uno dall’altro, senza che nessuno dei due risorgesse. Forse sono a giocare a calcio con tutti gli altri da qualche parte.
g.


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