tuttologia in direzione contraria

La moleskine

Dopo milleduecento chilometri di treno e tre partite in quattro giorni, Janos arrancava a piedi sull’ultima salita verso casa come se fosse il Golgota. Stanco ma contento, come nei componimenti delle elementari. Buttò la sacca sulla cassapanca e dormì di un sonno fuso nel piombo. Il mattino seguente, rovistando nella sacca, si accorse che la sua moleskine non c’era più. Durante un primo festival internazionale delle bestemmie, ripercorse le scene delle possibili smemoratezze: treno, bus, bar, immondizia, orto, sottoscale, eccetera.
Nella moleskine stavano:mole
– alcune ricevute e biglietti da farsi rimborsare dal Capitale, che senza di quelle avrebbe opposto la burocrazia e ciao quattro soldi;
– misure (giacenti lì da settimane, mesi e alcune da anni) di tavoli, armadi, e armadietti non ancora costruiti;
– ricette per mazza casalinga e grappe allucinogene;
– un ritaglio di giornale sulla bellezza dell’anarchia;
– poesie allegre e suicide;
– citazioni che alleggeriscono la coscienza;
– orari di partenze e arrivi da posti che normalmente non si visitano;
– promemoria per romanzi che non saranno mai scritti;
– alcuni numeri di telefono mai usati;
– domande interscambiabili per interviste;
– piani che non funzioneranno mai;
– alcune invettive sensibili al penale;
– appunti sul caos.

Chiese aiuto ai suoi conoscenti, che tramite passaparola raggiunsero mezzo mondo. Tutti generosi ma certamente disposti a tutto per essere i primi a ritrovare la moleskine e per poi ricattare il disgraziato, o per eventualmente prenderlo per il culo o al limite per avere le prove di un internamento imminente. Janos avvisò anche le ferrovie, che generosamente gli dissero che avrebbero fatto di tutto per trovarla al modico prezzo di venti franchi.
Andò in montagna, depresso e con un taccuino sdrucito, ma una volta su gli venne in mente una tasca recondita della sacca e telefonò alla Maddalena di guardare lì. Non c’è niente, disse lei, figurarsi.

Passarono i giorni e finalmente si decise a prenderne una nuova, come si fa coi cani, che si ama talmente quello di prima che s’impiccherebbe il sostituto al minimo accenno di indisciplina.
Ieri, mentre si stava preparando a partire di nuovo e imbagagliava all’ultimo minuto, intonò l’eurofestival delle imprecazioni poiché non trovava la tessera per le partite. E mentre ruzzava tra dèi cani e dèi porci gli venne in mente che forse la tessera stava nella famosa tasca recondita. Apre la zip e cosa trova? La moleskine, sulla cui assenza da lì aveva giurato la Maddalena e lui l’aveva presa per buona. Era passato più di un mese.
Ora Janos non sa se chiedere aiuto ancora una volta per la tessera (bestemmia).

gene

Postilla
Quando cerchi disperatamente qualcosa, non la troverai mai.
I corollario: La probabilità di perderla è direttamente proporzionale alla sua importanza ed alla sua urgenza.
II corollario: La ritroverai appena non ti servirà più, nel posto in cui l’avevi cercata per prima o nell’unico posto in cui non l’avevi cercata affatto.
Legge di Murphy sugli oggetti smarriti

Corollario di Genetelli: È sempre colpa degli altri


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