tuttologia in direzione contraria

Pioggerellina di marzo

arido

Guardatemi riarsa come madre
sterile
non so se l’aspettate ma io sì la bramo
tenue
Un mattino picchierà sui tetti per un giorno
benvenuta
da voi che il giorno dopo vorreste nube
prosciugata
per ardere di sole come non bastasse mai
implacabile
e la pioggia tornerebbe nel suo cielo
affranta
Per mesi resterà nascosta in quel confino
sciagurato
per il vostro fanciullesco desiderio
ardente
del raggio luminoso di quel sole
avvelenato
Guardatemi, umani esseri anelanti all’afa
perenne
che cambiate giacche e scarpe con bisogno
vacuo
che mangiate ormoni dalle scatole
comuni
famelici come nessun’altra bestia
feroce
che bevete da bottiglie di petrolio
trasparente
perché lei non torna più alla vostra bocca
delicata
Mentre io al suolo stesa con il peso delle case
disgraziate
nelle quali rintanate senza sguardo
innamorato
mi dissecco e piango senza lacrima
versata
per lo stelo il tralcio e il fiore
morto

gene

Postilla
Che dice la pioggerellina
di marzo, che picchia argentina
sui tegoli vecchi
del tetto, sui bruscoli secchi
dell’orto
Angiolo Silvio Novaro


Lascia un commento