Diversità

gorigol 6

Dove si ragiona precisamente sui propri vestiti

Mi chiamo Meo ma non ho bisogno di dirlo ad alta voce, tanto lo so che mi chiamo così. Mi piacciono i miei vestiti che sono tutti uguali: scarponi, pantaloni, canottiera, dolcevita e giacca, a volte con sciarpa o cappello, o tutte e due assieme, magari per pochi minuti. Ho delle preferenze sui colori, ma variano e non sto lì a insistere. Sono però intransigente sulla forma: devono essere stretti e ben allacciati. Le scarpe sono il problema maggiore, ma per fortuna da alcuni anni c’è un modello leggero di scarpone da trekking ed è perfetto per i miei piedi che necessitano di plantari. La sola variante è stare a piedi nudi, anche per strada, se capita che ne abbia voglia. Coi pantaloni ho fatto alcune caute deroghe e ora mi vanno bene anche i jeans, mentre prima adottavo solo e sempre dei pantaloni di tela verde e solo in seguito ho consentito anche il grigio in molte varianti, o il nero. Le canottiere sono sempre state nere con righine rosse ai bordi, ma ora le metto anche grigie. I dolcevita, pure loro verdi per lungo tempo, ora sono neri, blu scuro o grigi, uno addirittura bianco, ma l’importante è che mi fascino bene il collo e mi aderiscano al corpo e alle braccia. La giacca da qualche anno può variare, ma in pratica ne uso sempre e solo una alla volta, anche per un paio di anni, ben allacciata fino all’ultimo bottone sul collo. Dimenticavo: odio i boxer, mi piacciono solo gli slip, quasi sempre grigi (ne ho uno celeste, ma di riserva). Soprattutto, niente pantaloncini o t-shirt. Ma non è completamente vero: al mare o in piscina metto il costume, ma capita tre volte all’anno. L’estate scorsa le canottiere erano tutte inutilizzabili e mi sono convinto a mettere una t-shirt azzurra con lo stemma di una squadra di calcio, ma per poco, il tempo di una decina di calci al pallone. Ultima cosa, per ora, sull’abbigliamento: quando fa caldo d’estate sto a torso nudo, anche al bar se capita. A proposito di bar e ristoranti: mi piacciono dopo che mi sono abituato alla presenza di persone sconosciute, anche se i bambini mi mettono sempre un po’ di agitazione e quando piangono vado in panico perché penso che siano feriti o muoiano.

gene

Postilla
La diversità procede verso l’amore
g.

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