tuttologia in direzione contraria

– Domani ci troviamo alle dieci in Campirasc, che poi andiamo a pranzo tutti insieme. –
È la prima di campionato da che l’Emme si è rimesso a fare il coach dei boys, dopo quattro anni di abbandono e c’era il rischio che la squadra si ritirasse dal campionato dopo i disastri del Ghiggia, allenatore il cui motto era “Se nessuno sbaglia si finisce zero a zero”. Solo che si sbagliavano in tanti e piovevano gol, generalmente nella porta del duo Berlinga – Vito, i portieri che si alternavano a guardia del risultato fin da quando avevano dieci anni e guai a cambiare turno.
Abitudine che l’Emme aveva intenzione di continuare, solo che bisognava decidere chi giocasse la prima e per una volta, per dargli fiducia, aveva comunicato già al mercoledì che sarebbe toccata al Berlinga. Ma conoscendo i vezzi dei virgulti di tutto il mondo quando arriva il venerdì, l’Emme ha fatto una capatina al Peter Bar per vedere come andavano i suoi, dediti in mandria al fascino dell’heavy metal e derivati.
Giganteschi nei loro sedici anni, si erano dati alla pazza gioia della birra. Quando il coach è entrato nel locale, e si è appoggiato al bancone tra gli sguardi sfuggenti dei metallari in erba, lo ha raggiunto il Berlinga urtando nel tragitto un paio di sgabelli.
– Uela Capo – fa, baldanzoso, il portiere ormai titolare.
– Stai bene? – gli chiede l’Emme.
– Da dio. Una minerale – dice alla cameriera, come se fosse la sua bibita tradizionale.
Il Berlinga in bilico sullo sgabello rovescia immediatamente la bibita, mantenendo comunque un certo aplomb, sta a piombo, cioè.
L’Emme ha visto abbastanza e subito elabora il piano per domani. Poi va a casa, senza una parola.
Oggi è sabato e alla spicciolata arrivano comunque tutti. La mattinata di marzo annuncia la primavera, le facce meno.
– Cosa facciamo prima di pranzo? – chiede il Cicino, che è così curioso da chiedere alla sua stessa mamma come si chiama, tanto per sparare domande alla cazzo.
Dato che è così bello, spiega il coach, andiamo in  montagna e poi scendiamo dritti al Crot per la teoria e il pranzo.
Non ascolta le lamentele e rintuzza ogni obiezione su calzature non adatte e sentiero pieno di foglie marce che si slitta. Rampano su, dietro all’Emme che si è tenuto bello fresco proprio per accasciarli. In fondo alla fila, fanno a  turno a spingere il Berlinga, che tra cinque ore difenderà la porta e l’onore della squadra rinata.
In Pian dala Roso è una distesa ansimante di puberali col cerchio alla testa, alcuni ancora col chiodo. Poi discendono quatti quatti, come dietro a un feretro. Le maledizioni, proferite a bassa voce, si frangono contro la corazza dentro cui l’Emme ha rinchiuso l’empatia.
Al Crot li sistema come vacche nella stalla, il Berlinga in fondo di fianco al Lisse, e poi prende la parola.
– Oggi è il primo grande giorno, quello della rinascita. Abbiamo un nome e una maglia da onorare. Vi do la formazione, così incamerate i concetti sapendo dove dovrete giocare.
– Scusa coach, il Berlinga non sta bene – interrompe il Lisse.
– Portalo fuori.
E vanno, il Lisse che sostiene il Berlinga come una vedova inconsolabile. L’Emme riprende la teoria, ma con la coda dell’occhio segue dalla finestra le manovre dei due fino a quando si vede il Berlinga chino sotto un acero, le mani sulle ginocchia, e il Lisse che si guarda in giro circospetto e lo tiene per il collo della giacca.
Il Berlinga vomita. Tutti si affacciano e ridono, felici di non essere al suo posto per un pelo.
Poi mangiano, vanno al campo, si cambiano, si schierano, cominciano a giocare e perdono.
L’Emme è un po’ deluso, ma in fondo anche contento, così magari imparano. È contento anche il Berlinga, perché al suo posto ha giocato il Vito e ne ha presi tre. Toh.
Solo che lo capirà anni dopo di aver sbagliato tutto lui, l’Emme, con quel compromesso perverso tra disciplina e libertarietà che gli sembrava necessario al sentire comune e alla sua responsabilità. Si è tradito da solo. Tanto valeva fulminarsi subito col Berlinga al Peter Bar e fanculo le regole.

gene

Postilla
Fa niente se fai il portiere di riserva?


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