Il delatore

Testo scritto nel mese di febbraio del 2016. Il tempo corre e noi non impariamo niente di niente

Ebbene sì, sono un delatore e me ne vanto. Cosa ne sarebbe della società senza quelli comedelazione.JPG noi? Un caos. Noi siamo quelli che arrivano dove l’ordine non ha forze, siamo i cittadini che segnalano alle autorità coloro che infrangono la legge. Certo, non siamo tenuti al rigore che toccherebbe a magistrati o giornalisti, noi facciamo un lavoro più generico. Le nostre segnalazioni possono basarsi anche solo su premesse del tipo “Mi pare di aver visto…”, oppure “Ho sentito dire…”, o ancora “Non sono sicurissimo, ma…”. Tocca agli altri verificare i fatti e le infrazioni, noi siamo solo cittadini al servizio della legalità, senza nemmeno prendere un franco per la nostra opera.

Del resto, abbiamo sempre avuto un ruolo importante nella Storia, dall’Impero Romano al Terzo Reich. Quanti eretici abbiamo denunciato all’Inquisizione…

Durante il Ventennio abbiano segnalato numerosi conoscenti al Partito Nazionale Fascista, perché dissidenti, perché comunisti, perché ebrei, perché anarchici, tutta gente pericolosa per l’ordine costituito.

Nella guerra di Spagna abbiamo fatto i nomi di molti rivoluzionari, favorendo la vittoria di Francisco Franco.

Ai tempi dell’Unione Sovietica abbiamo contribuito con le nostre denunce a evidenziare le pericolose derive di dissenso, aiutando l’impero nel riempire i gulag.

Siamo stati nell’ombra, ma sempre al servizio dell’autorità. Certo, a volte è stato giustiziato un innocente, ma si tratta di normali effetti collaterali.

Oggi che tutto è più confuso, ci occupiamo di osservare i comportamenti dei cittadini più indisciplinati e riferire delle loro infrazioni. Non siamo gendarmi, siamo gente che nella vita fa l’impiegato, il falegname, il broker, il pensionato, che fa altro insomma. Ma siamo vigili e responsabili, e appena succede qualcosa di strano, avvisiamo la polizia, diamo testimonianze ai giornali, tramite lettera o a voce (spesso in forma anonima per evitare rivalse).

Il clamore del presunto stupro sul treno che agita il Ticino è partita da una nostra delazione, anzi, mia. Che colpa ne ho se grazie al mio spirito civico s’è fatta confusione? Io non so bene come siano andati i fatti, non mi importa. Non ho visto bene, ma insomma. Non ho responsabilità se i giornali hanno dato notizie imprecise, non tocca a me verificare. Come non tocca a me svolgere il lavoro della magistratura. So solo che se non ci fossimo noi delatori occulti, il mondo non sarebbe più sicuro. E Dio sa quanto sia più importante la sicurezza rispetto alla libertà, con tutti questo migranti straccioni che minacciano le nostre donne, le nostre figlie…

Dovrebbero premiarci.

Firmato: Anonimo.

gene

Postilla
delazióne s. f. [dal lat. delatio –onis, der. di delatus, part. pass. di deferre «portare, riportare, deferire»]. –
1. L’atto di denunciare segretamente, per lucro, per servilismo o per altri motivi, l’autore di un reato o di altra azione soggetta a pena o sanzione, o di fornire comunque informazioni che consentano d’identificarlo: la cospirazione fu scoperta in seguito alla delazione di un rinnegato.
(Dizionario Treccani)

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