tuttologia in direzione contraria

La bellezza del confino

Il Meo tornerà in istituto e un pezzo di mondo finirà. Niente sarà mai più così. Siamo stati in “quarantena”, lui, io e la Maddalena sua mamma, dal 10 marzo a oggi, 17 giugno. Ci sono state altre quarantene, di altre genti, di cinque giorni, di quattordici, di ventitré e via dicendo. La nostra è stata di novantanove (99) giorni e novantanove notti, già, poiché star dietro al Meo vuol dire farlo 24 ore al giorno, sogni compresi. Sono cifre, spazi temporali, che non significano molto, tutto è relativo come diceva Albert, esemplificando la soggettività del tempo che passa tra lo stare col culo sul fuoco o ad amarsi in un prato.

In sostanza, e molto più importante dei numeri, è stato tutto un capirsi e volersi bene, col Meo che ha dato fondo a sé stesso e al suo handicap, mettendo a dura prova anche quello mio e quello della Maddalena, difetti minori ma anche in questo caso è tutta questione di punti di vista. Nel senso che potrebbe essere che lui veda noi due molto più disagiati di lui, che in fondo basta che mangi bene e possa fare quel cazzo che vuole ed è contento.

Il 10 marzo non pensavamo che potesse durare così a lungo la reclusione, ma a mano a mano che i giorni avanzavano tra notizie sempre più allarmanti noi ci calavamo in una specie di calma felice, fatta di ritmi allentati e ripetizione di gesti. Ci voleva molta pazienza per sopportarci, ma l’abbiamo trovata subito e a cavallo di questa pazienza abbiamo conosciuto noi stessi molto meglio di quanto ci sarebbe stato concesso se fossimo andati avanti nella ferocia delle nostre vite: io in giro per il calcio, la Maddalena ad accudire anziani e malati, il Meo all’istituto con i suoi atelier. Il signor Corona, per bocca di chi ci rappresenta (dotti medici e sapienti, cfr Edoardo Bennato) ci ha confinati a casa, obbligandoci a dimenticare quasi tutto e a pensare a noi tre come gruppo di famiglia in un interno, parafrasando Luchino Visconti e il suo splendido film.

Ebbene, per i dettagli vedremo in seguito, se avrò voglia di scriverne, ma queste brevi righe sono per dire che ne siamo usciti cambiati e migliori, ma per sempre eh, non solo per il breve lasso di tempo che intercorre tra la gioia della libertà ritrovata e la schiavitù della vita che ricomincia con i soliti rituali da supermarket. Abbiamo fatto i conti, in concomitanza con il confino da virus, anche con la deprivazione della nostra vita in Bavona, per motivi altrui talmente abietti da non poterli raccontare in questo momento.

Quindi, quando il Meo oggi partirà, sarà sconvolgente per tutti e tre, ma tutti saremo più ricchi e forti, inscalfibili, pieni di idee e di sentimenti. È stato uno dei più bei periodi della nostra vita, a dimostrazione che un altro mondo è possibile.

gene

Postilla

Tu mi domandi infine, carissimo, in che cosa consista la virtù? Consiste nel far del bene. Operiamo bene, e tanto basta; e non staremo a guardare troppo al motivo.
Voltaire


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