tuttologia in direzione contraria

Come capelli antichi di Medusa
ritte all’orlo di una vita e
di quel poggio ove il mio seme
in un maggio ormai scordato
guardava al cielo come meta

Rinsecchito ancora eretto
tra le fiamme inaridito e solo
senza cure e senza mani
a frenare la tragedia che mi colse
quand’ancora avevo speranza

Sei passato alla mia ombra
e non so se mi hai guardato
o soltanto immaginato
in un telefono che pur io so
che tutto intende e tutto fa

Quanto ancora non lo so
le cadaveriche radici
i miei rami e il fusto inerte
sosterranno come pietra
inane il cuore e l’essere

gene


Lascia un commento