tuttologia in direzione contraria

La triste storia dei Somari e del loro Sovrano snaturato

C’era una volta l’Epoca dei Somari, che era un tempo piuttosto bello per tutti e il popolo si divertiva. I Somari sapevano fare qualsiasi cosa: ballare, cantare, recitare, dipingere e scrivere storie che tutti leggevano. Poi venne una carestia tremenda e il Re decise che ai Somari bisognava dare meno da mangiare. Non che prima s’ingozzassero, mangiavano il giusto ed era abbastanza per offrire spettacoli e allegria, contribuendo non solo alla gioia del popolo, ma anche al suo bisogno di conoscenza. I Somari mettevano in scena opere di tutto il mondo, favorendo la fratellanza tra le genti.

Insomma, con la carestia il Re ridusse il foraggio ai Somari, da 1000 libbre a 50. I Somari si adeguarono all’editto e cercarono di mettere in piedi i loro spettacoli con meno sprechi, per conservare le energie. Ma la carestia non dava tregua e il Re, dopo aver mangiato un gigot d’agnello e sorseggiato vino spumante, decise che le libbre per i Somari dovessero scendere a 5. Una decisione che avrebbe messo al sicuro lui e la sua corte dal pericolo che le scorte finissero.

Furono giorni tremendi per i Somari, che scioperarono e protestarono. Intanto il popolo, privato della gioia e della conoscenza, si stava incattivendo. Allora il Re decise di aumentare le libbre di foraggio per i Somari, da 5 a 30. Nel frattempo molti Somari erano fuggiti in cerca di un mondo migliore, non pochi erano morti e le 30 libbre furono prese dal popolo come una beffa. Assaltarono il palazzo, ammazzarono il Re e svuotarono i magazzini, portandosi via l’immensa scorta di foraggio.

Purtroppo i Somari non tornarono. Il popolo, finito il foraggio, si ritrovò più povero di prima e gli toccò emigrare in cerca di fortuna. In poco tempo quella terra si inaridì e oggi nessuno più vi abita.

gene

Postilla
Grazie a tutti, ma proprio.
g.


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