– Vedrai che questo Virus lo rimpiangeremo quando non ci sarà più. Lo ricorderemo come un messia, anche se stiamo per metterlo in croce.
– Non dire cazzate.
– Stai argomentando alla grande, come sempre. Come tutti del resto. Ma io dico che questo tempo incerto, portato dal Virus, è quanto di più nuovo potessimo immaginare, proprio mentre stavamo camminando curvi sotto il peso delle diseguaglianze e del soldo come dio, del consumo di tutte le risorse come stupro al pianeta, dimenticando la fratellanza e la sobrietà. Il piacere ritrovato delle cose minute, un lavoricchio in cantina, una mano a carte con i figli, i vecchi cd, la libreria riposta nell’angolo meno utile della casa, le parole nelle sere lunghissime e dolci: ecco. Con il Virus è una riscoperta di cose che la frenesia da schiavi ci aveva fatto scordare. Questo tempo è rivoluzionario, e anche se ci si lascia le penne si sa che qualcuno andrà avanti e tutto cambierà.
– Ma che cazzo dici? I ricchi diventano più ricchi, la politica sta agli ordini dell’economia, il popolo è in lotta fratricida, tra chi si mette la mascherina anche a letto e chi non si farà mai vaccinare.
– Sono d’accordo, solo chi è abituato a non cagare più in alto del culo andrà avanti, chi pensa di tornare a comprarsi tutto è spacciato. Ma sono proprio i più poveri, i più ingegnosi, i più generosi a cambiare il mondo, i ricchi hanno solo conservato i loro regni, tutti caduti tra l’altro, la storia insegna. Cadrà anche questo, vedrai. E una volta sistemate le cose per tutti, dovremo dire grazie al Virus, come in passato ringraziarono la peste che diede nuovo slancio all’umanesimo.
– I potenti avranno ancora più denaro per sottometterci.
– Dipenderà dai nostri bisogni. Se torneremo a darci una mano, a non avere paura della pioggia o del freddo, a essere capaci di mangiare poco, a chiedere e a dare, a scambiarci le cose, i potenti di cui parli potranno fare poco: rimarranno con le loro pentole e i loro telefoni in mano. Saranno loro a dover chiedere a noi, tutta quella gente che si lava dieci volte al giorno e non cammina in strada per paura della polvere. Uomini e donne con i vestiti di seta che si sfaldano chiederanno i nostri sacchi di iuta per ripararsi, i nostri fagioli per gonfiarsi il ventre.
– Vaffanculo. Tu sei pazzo…
– Può darsi. Ora vado a vaccinarmi, dicono sia gratis. Vieni?
– No.
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