“Cantami o Diva, ancora una volta, della città di Geo e della sua tragica e infinita guerra”.

Dapprima soffiò un vento aromatico e tutti pensarono che in tre giorni se ne sarebbe andato via, come tutti i venti. Il profumo dell’aria era cambiato in modo insolito, qualcosa di nuovo e misterioso, che destò il vecchio e rappresentativo sovrano dalle stanchezze e che tutto il popolo di Geo annusò con noncuranza. La città ribelle si era difesa da nemici tremendi, per secoli, che volevano di volta in volta sopraffarla per imporre una lezione a tutto il mondo o semplicemente depredarla. Dunque cosa volete che fosse un vento profumato? Una bizzarria.
Ma la bizzarria, dopo una settimana era ancora lì, incessante, e oltre alla polvere delle strade sollevava dubbi. Dopo un mese morirono alcuni vecchi malandati, ai quali mancò il respiro, come sempre succede. Ma, proprio mentre i medici constatavano il decesso e cominciavano a voler approfondire le cause, da sotto le mura squillarono trombe. Tutti si sporsero e videro una distesa di uomini dal volto coperto. Il vento era cessato. Uno di loro avanzò e nel silenzio pieno di curiosità così parlò:
– Un potente nemico invisibile e mortale è entrato nella vostra città dopo aver devastato le nostre terre. Veniamo da tutte le parti del mondo per comunicarvi lo Stato di Necessità, che consiste nell’applicare la sola misura di protezione possibile: rinchiudervi nelle vostre case e lasciare al nostro Comitato di Salute la gestione della vostra vita sociale, economica, relazionale, sessuale. Chiuderemo le taverne e i granai, e al tramonto le strade dovranno essere vuote. Inoltre non potrete avvicinarvi l’uno all’altro a meno di tre passi. Se qualcuno si ammalasse, non potrà ricevere visite se non da un membro del nostro Comitato. In caso di morte, una nostra delegazione provvederà a portare il corpo fuori dalla città e bruciarlo per evitare ulteriori contagi. Vi lasciamo il tempo per organizzarvi, ma domani all’alba entreremo nella vostra città e controlleremo che tutte le misure vengano messe in atto.
Non ci furono domande o repliche. Gli abitanti di Geo, che vivevano in pace da tempo, si guardarono perplessi, alcuni preoccupati, certo, ma subito illuminati dall’idea che sarebbe toccato loro difendere la città, ancora una volta. Riunirono il loro Consiglio e discussero dello strano assedio che si era materializzato come per magia sotto le loro mura, come un tempo fecero altre moltitudini di uomini in armi venuti da lontano, scatenando una guerra che durò dieci anni e quasi ridusse in sabbia la città. Decisero, quindi, nel solo modo possibile.
Con la luna brillante nel cielo, tutti gli uomini e le donne salirono sulle mura. Osservarono la distesa di esseri raccolti attorno alla loro città, che alla livida luce notturna sembravano scarafaggi.
Alle prime note, improvvise, di Badlands, la notte si sbriciolò in un boato che fece tremare i cuori e i guerrieri di Geo si lanciarono dalle mura.
gene
Postilla I
https://www.youtube.com/watch?v=f3cecpC75vw
Postilla II
In qualche modo bisognerà pur morire, e allora facciamolo qui, almeno daremo a qualcuno la sua gloria, o qualcuno la darà a noi.
Alessandro Baricco
