tuttologia in direzione contraria

Anatomia di un Ribelle

La caduta degli angeli ribelli – Pieter Bruegel il Vecchio (1562)

I Luminari approfittarono del sonno dove era precipitato il Ribelle per esaminarlo, convinti che per due ore, o mai, si sarebbe destato. Non si affannarono a capire come fosse finito in quel riposo comatoso anche se avrebbero dovuto, viste le veglie inesauste del Ribelle nei secolari viaggi in contromano. Pensavano fosse l’occasione buona per capire com’era fatto, piuttosto che elaborare una patologia.
L’anatomia partì dunque dal fondo e subito videro due estremità asimmetriche, due piedi sinistri. Ecco spiegata l’andatura sghemba che schivava pallottole a milioni. L’uccello lo saltarono via per il timore che potesse sparare, più che per pudore. L’intestino era lungo circa millecinquecento metri e si propagava attorno ad ammassi di idee secondarie.
Merda!, disse un Luminario con occhiali dalle lenti spesse.
Di milza non se ne parlava, al suo posto una molotov accesa che gettarono prontamente in corridoio, generando un falò benzinoso. Il fegato… Due fegati! Cazzo! Uno con scritto “coraggio” in cirillico, l’altro impagliato e a forma di damigiana con un’etichetta recante “775farenheit – 1897”. Stomaco, reni, polmoni quasi normali, se non che stavano dentro alla rinfusa, annodati da un esofago pitonato e da una trachea a forma di ciminiera in mattoni rossi.
Quando passarono al cuore, si aspettavano ormai qualunque cosa, invece era normale, tranne il battito: rullava seguendo un riff di Hendrix che sgorgava dai ventricoli a due piste. Nella testa, che scrutarono con spaesata deferenza, chiodi arrugginiti, piantati nella dinamite e legati da una miccia che conduceva alla bocca.
In quel momento, il Ribelle si destò, balzò in piedi, estrasse un fiammifero con la velocità di un pistolero e mentre i Luminari arretravano s’accese la miccia con la nonchalance di chi si fa una sigaretta dopo il parto. Tutto esplose e crollò.
Il Ribelle cadde in piedi nella strada deserta, attorniato dai Luminari anneriti da capo a piedi. “Cari signori, bruciore di stomaco debellato. La medicina fa miracoli davvero”. Ecco, è tutto.

gene

Postilla
Sono in ribellione totale contro la mia stessa mente, quando vivo, vivo per impulso, per emozione, per incandescenza.
Anaïs Nin


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