L’equipaggio non trovò nessuna forma di vita. Solo un foglio..

Cara Terra, lo so che chiedi carezze, ma lavorarti è dura. Non sei nemmeno padrona di te stessa, sei occupata da noi umani che ti recintiamo, ti copriamo di cemento e asfalto e poi mettiamo dei cartelli con scritto “Privato”. Cancelli e porte chiuse, siepi posticce, staccionate. È un gran lavorare per coprirti con le nostre abitazioni, con i nostri rifiuti. Quando scaviamo è per erigere ancora o per sotterrare immondizia. Vero, a volte bruciamo i nostri scarti velando il cielo e facendo ricadere una pioggia velenosa. Quelli di noi che stanno vicino a mari e fiumi vi riversano gli avanzi, che sono sempre di più perché è meglio produrre tanto che poco. Ma cosa possiamo fare? È il progresso.
Cara Terra siamo in tanti e ci tocca sfruttarti, senza coltivarti ma tagliando e concimando per poter tagliare ancora. Riusciamo a farti dei buchi fino a raggiungere le tue vene dense di gas e petrolio, per scaldarci bene, per stare in inverno come in estate, per correre più veloci da una proprietà all’altra.
Cara Terra, ti chiedo scusa a nome di tutti, ma cerca di capire: per ora abbiamo solo te e non ci possiamo fermare. Concedici ancora di imprigionarti per i nostri bisogni e per alleviare le nostre fatiche, per armarci, per difenderci.
Almeno per qualche anno ancora…
Lo so che sei arrabbiata…
Non costringermi a sparare!
Perché fai così, adesso? Smettila con quel rumore! Fai cessare questa vibrazione!
Non espl
…
gene
