
C’è bisogno di righe, strisce, linee, per star dentro a tutto senza provocare danni. Nel parcheggio della coop le righe non ci sono e le auto tendono paurosamente al contromano, incrociandosi all’inverso guidate da piloti sudatissimi e ignari. Gente di ogni età, soprattutto vecchi e casalinghe, che senza le righe vedono una carreggiata infinita nella quale i diritti da supposti diventano reali e annientano la strategia di gruppo. Le stradine di montagna, una corsia sul bordo dei burroni, senza una sola riga, sono un teatro a cielo aperto di retromarce e spaventi. I posteggi senza righe sono accavallamenti.
I prati dove giocare a pallone diventano l’Oklahoma e popoli interi perdono la strada di casa. I campi da tennis senza righe sconcertano anche i dottori che si prendono cura degli orfani biancovestiti.
Anche i bambini, là dove c’era l’erba e ora catrame, tracciano linee per i loro trattori di plastica e i genitori si gonfiano d’emozione per tanta solerzia in cervelli ancora cosi piccoli, che cari. Del resto, come resistere quando all’asilo arriva il poliziotto e saluta tutti gli infanti con il classico Buongiorno Sciori? E che poi comincia a tracciare strisce e righe che solcheranno le esistenze al punto da non poterne fare a meno, pena il girare in cerchio come agli autoscontri.
In alternativa alle righe ci sono i binari, per quelli davvero propensi a stortare tutto. Sui binari giusti di qua, rimessi sui binari di là.
Tu disegna una riga per terra e vedrai che nessuno la valicherà. Traccia un quadrato attorno a qualcuno e quello morirà d’inedia là dentro. Fai una trama a zigzag col gesso su un marciapiede e nove su dieci ondeggeranno come ubriachi. Perfino la linea dell’orizzonte è un deterrente: non parte più nessuno, tutti buoni buoni sulla porta di casa.
Una linea di febbre e nessuno si alzerà più dal letto, ma in una casa senza termometri moriranno tutti senza saperlo e forse sereni.
Le linee di confine sono sbarre. I meridiani sono lame, i paralleli sono ostacoli.
Avanti! Forza con queste gabbie, che quasi quasi ci siamo. Rigare dritto. Sciori.
gene
Postilla
Gli uccelli nati in una gabbia pensano che volare sia una malattia.
Alejandro Jodorowsky
