
Parteggiano per il tizio a torso nudo a cavallo come simbolo virile, in realtà un vigliacco che manda gli altri a massacrare una nazione indipendente. Un criminale con i tratti della follia stampati sul volto, che scatena propagande raccolte perfino dal Partito Comunista ticinese e lo spinge a una manifestazione sotto lo slogan “No alla guerra contro la Russia”. Prese di posizione deliranti, infarcite di termini ottocenteschi e false certezze (i nazifascisti ucraini che operano la pulizia etnica del Donbass, una fake-news gigantesca).
Ora i comunisti da operetta (ma è una tragedia), ben avvitati agli scranni del Gran Consiglio, parlano di neutralità tradita, esattamente come la destra peggiore.
Ma del resto, le idee sono appollaiate in cerchio, come il quadrante di un orologio: i comunisti stanno alle 11.59, i fascisti alle 00.1, quasi si toccano e basta un inciampo per cadere di là. Sono già caduti.
Per fortuna, il popolo ha gli occhi aperti quando si fa la storia, l’ha detto bene De Gregori. Il popolo che i comunisti nostrani pensano sia dalla loro parte senza vedere la miseria del loro consenso, che a questo punto scenderà all’irrilevanza e finalmente potranno riunirsi nella cabina telefonica. Ammesso che ne trovino una non ancora occupata dai libri che non leggono.
gene
Postilla 1
Gioventù Comunista Ticinese: “Si evita però accuratamente di menzionare il fatto che le truppe russe non si sono mosse dal territorio russo e che sono invece USA e Gran Bretagna ad inviare provocatori al fronte in Donbass per creare un casus belli e giustificare l’aggressione contro le repubbliche autonome di Donetsk e Lugansk”.
Postilla2
Questo link a futura memoria
https://mailchi.mp/ea58b1a5ba01/ucrainafebbraio28?e=7224a4d2f0
