tuttologia in direzione contraria

Conversazione

Ti porterai quello che serve

per questo lungo viaggio

Scarpe per il cammino

lucidate a nuovo

Vestiti leggeri che l’estate

verrà anche lontano

e chissà, all’inverno,

penserai al momento

Porterai un libro e una foto

per ogni settimana

Sommerai i giorni e i mesi

con le cose da fare

e i pensieri per essere,

contenta e capace

Il mondo nuovo lo cogli

e fiorisce tra le mani,

non sai di quali colori

o profumi improvvisi

Eppure, so e spero

che da lì senti il richiamo

leggero di qua,

dei giorni che immagini

riempiti di noi, di me

Del nostro e del mio viaggiare,

ancora breve,

delle gambe che portano in giro

questa vita a sud di tutto,

frastornata dalla luce di certe albe

silenziose e radenti

Tu ricorda le crepe dei muri e i sassi

del selciato vivo,

risuonato del passo

come di un battito d’ali o del cuore

Scorgi i monti tra abeti

e ombre di nuvole bianche,

s’ammantano di nebbia e pioggia

e si scaldano del crepitare di fuoco

Guardami mentre picchietto

le dita come tuo nonno

mentre pensava a qualcosa di sé

e se gli chiedevi erano forse

finestre

forse innesti di mele

Osservami quando, assieme

a questo mio fratello

trovato per caso e salvezza,

parliamo di te e si canta

e si chiede e si risponde

Ci siamo anche noi, anch’io,

mi trovi nel viso tuo specchiato

in vetrina o riflesso nelle parole

che giungeranno sulla brezza

Mi vedrai parlare

mi sentirai respirare

ogni volta che ci penserai

Sì, ogni volta che ci penserai

sarò lì, saremo lì,

in quel mondo nuovo

con te, sempre con te,

sempre per te

Ti aspetteremo, intanto,

ti aspetterò come un progetto

da compiere

e necessario a vivere

gene (tempo di viaggio)


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