tuttologia in direzione contraria

Testamentino

Cammino tra i burroni sul filo dell’ironia, un Epouvantail scacciapiccioni, perché le ampie strade dei piagnistei e dello spettacolo sono intasate e puzzolenti, disseminate di premi ambiti e goffi. L’avrebbe sottoscritto anche Brecht questo passo dopo passo sotto tiro. Quindi, non vedo perché non posso metterci la firma anch’io, nonostante il Lolo dica che l’ironia è virtù borghese e a lui tendo a credere perché rimarca anche che se uno è scemo a livello del mare, sull’Everest lo è ottomila volte di più, e subito penso a tutti quelli che sono in giro sulle cime per schivare la canicola e mi dico che io invece no, mi stufo alla prima cappellina e poi bestemmio e tanto vale bestemmiare senza stufarsi. No?

Dunque, va bene, sarò anche un borghese ma resto fedele a una scemenza da due o trecento metri, che è già un burrone non da poco, provateci voi che siete incolonnati sulle strade dei pianti e delle risa da reportage, ma comunque è una scemenza piccola, sempre meno che aggirare la cosa con un deltaplano o trappole del genere solo per raccontarla a qualcuno che non ti ascolta mai, o più.

Questo per dire che magari faccio fatica anch’io su quel filo, lo ammetto, ma almeno vedo il mondo da una spettacolare prospettiva pericolante che mi allerta i sensi senza il bisogno di un solo accenno di sorriso, un po’ come Buster Keaton, non si sorride signore e signori, mai, altro che selfie con padrepio o pontetibetano, non si sorride mai, né in foto né al circo, men che meno sul filo.

Poi, chiaro, un giorno cadrò da questo mio filo, per demenza o morte, ma almeno non ci saranno i qualunquisti e gli imbonitori a fare oratorie sgrammaticate e strappalacrime, francamente inascoltabili, non ci saranno perché sarò riuscito nell’impresa suprema di farmi detestare. Non potrò impedire che mi applaudano, lo so be’, durante l’ipotetico minuto di silenzio, ma per questo ho lasciato detto al Lolo di avviare la motosega al minimo accenno. Me lo deve, cazzo.

gene


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