tuttologia in direzione contraria

Breve trattato storico sul Ticio

Nei suoi primi anni crebbe a vista d’occhio e sui venti era già Ticio, adulto e riproduttivo, con l’ego che tendeva a gonfiarsi oltre misura per i grandi ospiti che arrivavano a trovarlo, portando oro incenso mirra e figa.
La mezza età la superò in volata, sulle ali provinciali dell’illusione d’eternità, almeno fino a quando, come capita a tutti, cominciò il disinteresse dei vicini, che si fecero lontani a mano a mano che il Ticio ripiegava reumatico su di sé. La famigliona del Ticio si stava riducendo da tempo, di numero e capacità: da eminenze i parenti si rimpicciolivano a flatulenze, in perenne disaccordo tra loro ma pronti a dirsi “Ciao!”, che non si sa mai, può venir buono.
Per finire in bellezza e fare come si fa con i vecchi dell’ospizio che nessuno vuole e tutti sfruttano, ma con blandizie protratte, il Ticio fu ridotto e si ridusse a diminutivo di sé stesso: Ticino, il vecchio bambino un po’ cretino e un po’ pirlino.
In fondo, la stessa sorte del Picio.

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