
Un contrattempo, signore?
Guarda i volti affranti e sfatti
che hai davanti e chiedono:
il coraggio dov’è ora?
Tu ritratto dietro alla muraglia
quando il male sfracella corpi,
avanzi la ragione del baratro
che ti guarda dal nero degli occhi
Guardali tu, invece!
No?
Allora affermo la catastrofe, signore
e tu sei la causa perdurante
atavica e ultima e prossima
Potrei chiamarlo misfatto, signore,
per mitigare la condanna
o il fulmine sull’albero,
ma è reiterare invano
la vendetta senza riscatto
per nessuno, nemmeno uno,
dei volti affranti e sfatti
gene
