
Raccogliere il Potere
maturato a fine estate
appena prima di scoppiare
per ipertrofia glicemica o altro
(facile, è da ignavia il girovita)
Far fermentare senza odorare,
(pericolo mortale, lo si sappia)
schiacciando con costanza
il composto sul fondo del barile,
da parte sua convinto al bene,
fino a esaurimento esalazioni
(grado di difficoltà massimo)
Indi passare all’alambicco,
vuotare il mosto renitente
nella caldaia e accendere
il fuoco bellamente vivo
senza che il composto attacchi
(attenti! maschera anti-gas)
Aspettare che il vapore
passi in serpentina, si condensi
e si raffreddi per precipitare
in quintessenza nella damigiana
Sarà grappa e non risentirà
di alcun miasmo in origine presente
nel corpaccione del Potere,
ma concorrerà spurgata
bensì ad allietar palati,
un po’ come la merda,
che distillata è inoffensiva
Importantissimo: vuotare sempre i resti
di composto nella bocca del vulcano
e discendere cantando allegramente
gene
