tuttologia in direzione contraria

Il Meo e il giorno della memoria

Estratto da un romanzo in lavorazione

(…) Che è il mondo di adesso, qui, terribile per tante persone, ma per il Meo è un mondo migliore; quasi ogni giorno qualcosa si aggiunge alla sua esperienza. Solo quarant’anni fa sarebbe stato recluso in manicomio, magari anche curato con i mezzi a disposizione, ma privato della libertà e forse maltrattato nell’anima, di certo non ascoltato, non compreso. Poteva andare ancora peggio. Liliana Segre dice con amarezza che tra un po’ dell’Olocausto non rimarrà che una riga nei libri di storia e poi nemmeno quella e allora qualche riga la scrivo io, già che ci sono e sono in tema sulla diversità sacra degli umani, anche se non sarà un libro di storia, questo qua, e non entrerà in nessuna scuola e in fondo non ha una nervatura di verità, alla quale tutti chiedono stupidamente di agganciarsi, come se la verità fosse un alibi e non un modo per diluire tutto nell’indifferenza della cronaca, che a sua volta si scioglie nell’oblio come un panetto di burro al sole. Quindi, ottant’anni fa il Meo sarebbe stato condotto alla doccia, e lui ci sarebbe andato tutto orgoglioso e di buon umore: “Sono nudo, niente sole!”. Quasi vanitoso all’idea di profumarsi dopo essere stato lavato, di mettere il gel e il dolcevita nuovo e di fare il giro della casa a farsi annusare e a dire “Guarda che bello, tutto pulito!”. Invece non si sarebbe accorto di nulla, un’innocenza pura e violata dal Male, e seppure queste righe sono solo frutto della mia immaginazione, il pensiero mi dà un dolore talmente forte che la devo smettere e tornare qui, ad occuparmi del Meo vivo e trionfante. E abbraccio Liliana, e tutti. (…)

gene


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