
Non c’è più tempo, qualche minuto alla mezzanotte e sarà già domani. Manca l’acqua, come un amore lontano. Non verrà oggi e ci sono ancora parole da scrivere prima che sfili tutta quella sabbia secca nella clessidra del tempo comune. Scadere e non cadere. Oggi non sarà lei a cadere, di nuovo e non ancora, eppure dal rubinetto sgorga limpida, quasi un’allucinazione. Vorrei vedere adesso, qui, la magia della Lum, un pozzo verde, incavato e luminoso, che anche in estate fa rabbrividere per le piccolissime gocce che si frantumano sui sassi e rizzano i peli delle braccia, come a un animale allarmato. Temo però che si possa attraversare senza bagnarsi le ginocchia, non ci sarà bisogno di dividere i flutti, nessun pesce da moltiplicare. Non voglio vederlo in questa angoscia, se è così. Le parole sono scritte, acqua ancora non cade e scade, la sabbia sibila e sfila.
gene



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