tuttologia in direzione contraria

Libertari si nasce

Niente speranze, è un mondo illusorio, specioso, come direbbe il Professore. Vendono caldarroste per pepite e, per stare in piedi, i discorsi si fondano sulle balle, che rotonde come sono tendono al rotolamento della struttura. Questo è invece il Mapeta a dirlo, affilato e raffinato che lui si rifà a Bobbio anche quando tracanna. Poi non è che tutti capiscano suoni come illusorio e specioso, però non chiedere è meglio, si sa, il Mapeta ti gela con un già alla Sorbona, per dire degli studi brevi del poveretto che non comprende o che, peggio, si lancia in un discorso specioso, ecco, amò, senza sapere che si chiama così, e senza neanche ulteriormente sapere, peggio eh, ma per lui, che si sta procurando lesioni definitive e rinfacciabili fino in punto di morte e oltre.
Ha ragione su tutto, comunque, il Mapis: mondo illusorio e specioso, e anche di merda, aggiungo io in francese a nome di parecchi, con tutti quei sacristi in incognito che dicono che così non si può fare, ma che lo dicono a un altro e non a te, mentre tu non guardi. È chiaro poi che se uno dei troppi preti mancati si azzarda a qui e là per fare il laico, allora il peso millenario del nostro paese libertario lo schiaccia, deve, per resistere sempre e comunque all’invasore. Perché libertari si nasce e si resiste, yes, ma fino a un certo punto, quel punto in cui cominciate a rompermi, romperci, i coglioni voi ladre e bosarde, puntualizza il Mapis al culmine della sopportazione, imitando la Sciura della Valcolla.
Ma guardateli, ci sono quelli in maggioranza che parlano per il nostro bene, lo faceva anche Plinio Martini col figlio Alessandro quando c’era d’andare in montagna: è per il tuo bene, affermava il vate, e il figlio assumeva immediatamente il volere il suo male, allora, piuttosto che, ma neanche, vacci tu. Questo è un caso noto. Ma non è che il Mapeta, e noi con lui, si sia da meno e facciamo in modo che i noianti da geise, quelli lì che si appollaiano su tutti gli scranni con l’aria di sapere tutto quanto – non sanno un cazzo, bisogna dirlo forte –, siano rintuzzati nelle retrovie da un vaffanculo o due. Un vaffanculo al giorno toglie molti di torno, c’è da saperlo, me l’aveva detto anche il dottor Nenad, il vaffanculo, e due, voilà, costringe all’arretramento gli illusionisti e gli speciosi. I rompiballe, in sostanza. Cosa ce ne frega a noi della vostra vita, dice il Mapis con la scure alzata. E giù duro.

gene


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