tuttologia in direzione contraria

1964 per sempre

Il 10 giugno avrò finalmente l’occasione per parlare a Gisella, che è mia sorella ma siamo stati assieme nella vita per sei mesi. Mi era rimasto il suo braccialetto del battesimo, poi una tomba, poi un loculo, un breve ricordo e infine quasi niente. Da quel granello ho ricostruito un’ipotesi di gesti d’amore infantile, di intuizione. Per dare forma e solidità all’assenza, che senza vuoto non c’è un pieno.
Dunque il 10 giugno, con gli amici della Oregiefregie, suoneremo questa canzone all’imbocco della Carèe dal Sou, a Preonzo. Che è poi il posto dove siamo nati, mia sorella e io, e dove lei è morta.

Di notte mi alzo per vederti
di giorno ti prendo in braccio
intanto Mama piega stracci
Non mi stanco mai di guardarti

Andiamo in giro nel giardino
il Pa’ è ancora al lavoro
Torniamo indietro per mangiare
e Ava ci canta qualcosa

Mi sembra vero che potresti
contare con le tue dita
Sentire la vita all’infinito
e il sole sta salendo

Di notte sento che tossisci
qualcuno piange al buio
Mi alzo e appoggiato al muro
brillano i tuoi occhi

Lo so che il tempo è consumato
il sole è dietro all’ombra
Il pesco stanco non fiorisce
ma io ti vorrei ancora
Ma io ti vorrei ancora

gene


Lascia un commento