
Viene danzando la Festa Nazionale. In un piccolo villaggio di valle, che indipendente non è più – è ormai inglobato con altre minuzie come lui – si festeggia il compleanno della Svizzera, come ogni primo d’agosto dal lontano 1291. Sto lì, con questa faccia da straniero, nella piazza popolata di persone, in fila per mangiare e di altre già sedute, avvolte da uno spirito semplice e generico. C’è la musica, si può ballare, o anche non far niente. O coltivare, come me, un pudico amore per la nostra terra, un sentimento che si rifiuta di farsi tonitruante ma che sempre è venato dalla disapprovazione verso l’ipocrisia del non vedere non sentire non parlare, una facciata solida che sembra un muro crivellato al quale appoggiare i condannati alla fucilazione, ben bendati, non sia mai che la coscienza urli.
Sembra andare tutto bene. Ma il microfono è lì in vista e il cantante lascia spazio all’Oratore Biancacamicia: nel silenzio della piazza si passa dai walzerini al comizio allocutivo. Niente scatena l’essere umano come un microfono acceso e simbolo di momentanea autorevolezza. E dal cuore di un minuscolo villaggio, questo qua di pietra e campi, l’Oratore fa ascendere la visione di una Svizzera neutrale, da difendere, con fierezza, di valori tramandati. Il discorso ripetuto nelle quattro lingue nazionali, più o meno, fa pensare che l’Oratore sia ormai pronto per una cavalcata a Berna, in sella a comuni luoghi patriottici e vaghi, quando non inventati. Difficile dire a che partito appartenga, ma fa niente, un ronzino vale l’altro.
Alla fine viene intonato il Salmo svizzero, che dal 1961 risuona qua e là con la sua musica da funzione religiosa e le richieste strampalate a dio e alla Patria. Per fortuna mi sento straniero in rapporto alla, diciamo, allocuzione e all’inno e non ho il bisogno, neanche la voglia, di alzarmi.
Applausi, l’Oratore se ne va e più tardi lo vedrò al servizio vero: la raccolta delle bottiglie vuote. Mentre la musica è ripresa e la gente balla, o digerisce. In fondo non c’è niente da capire, sappiamo tutto.
gene
