
Di nuovo tu infelice Lupo, che segui le tue leggi innate
e non temi che uno solo e sta appostato nei suoi abiti
e ti disorienta con i mille odori finti e senza cifra
Il tuo Nemico impone a te la fame in fuga eterna
e agguati da guerriglia lontano dalle luci artificiali
Vive di boati rumorosi il tuo Nemico neghittoso
eppure tu non cerchi il bisogno di cacciarlo
e nei millenni di menzogne leggendarie e fatue
sembri pronto a divorare infanti incappucciati
Le tue immutate leggi dagli albori e in ogni luogo
s’infrangono a catastrofe contro quelle del Nemico
che le inventa poi le adatta e le rimangia senza pena
Non le leggi del sangue e del cuore sono quelle
ma codici che volano nelle scritture come verbi
infrangibili nell’assenza di appetito giornaliero
Non per fame sei braccato e additato ad assassino
nobile Lupo spogliato dell’essenza primigenia
bensì per implacabile terrore di armenti valorosi
che del Nemico sono amici da macello all’ora esatta
Non una zanna o le fauci verranno ad annientarti
ma le bolle di una carta sviluppatasi dagli alberi del bosco
dentro al quale ti nascondi non intendendo che da lì
verrà lo scritto che il Nemico impugnerà per lo sterminio
Per te nessun cordoglio e al Nemico l’onta della gloria
gene
6 ottobre 2023



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