
Spacca pietre sotto il sole e la pioggia e si chiama Archezio. Oggi finisce l’anno e non succede niente nel cielo piombato dalle nubi. Il sasso riflette il mondo.
– Che nome… A me darebbe fastidio – dice Bryan, che lui invece intercala, tra aperitivi standing dinner docce mattutine e serali, un lavoro con i soldi, broker dice. Riflette il mondo.
– Sta per brocco? – retoricizza Archezio.
– Ah! – s’infastidisce il Bryan, humour afflosciato dalla nascita. – Treccani: Nel settore degli affari, l’intermediario che, trattenendo per sé una commissione, esegue ordini di acquisto e vendita di titoli e merci, o, nel campo assicurativo…
– Peta! – Archezio piazza una mazzata a un pezzo di gneiss che si spezza in due e tra le schegge brillano le vene arenarie che custodiscono l’origine dell’universo. – È il risultato del metamorfismo regionale dinamotermico di rocce originarie, protoliti di composizione sialica. – Gli viene da ridere, all’Archezio.
– Pensi a queste cose mentre tiri mazzate? – chiede Bryan, che al colpo ha fatto un salto indietro come a certe aperture di borsa.
– No, le leggo la sera. Anche tu studi le tue?
– Non tanto. Guardo il telegiornale, le partite, i film. Ma anche i quiz, indovino spesso. E navigo.
– Bello, i mari, i fiumi, l’aria.
Bryan rinuncia. Entrambi pensano che l’altro faccia un lavoro pressoché inutile, sostanzialmente. Solo che Bryan a volte è quasi convinto che sia inutile anche il proprio, specialmente in certi pomeriggi quando il computer è fermo come il gneiss di Archezio prima della mazzata. Bryan non può nemmeno dare una mazzata al computer per alcuni motivi: il computer non è suo, non sa usare la mazza, e se fosse gli toccherebbe raccogliere i cocci. Soprattutto, non ha la mazza.
Archezio invece, le schegge di gneiss le raccoglie, che vanno bene per drenaggi e massicciate. Non ha il computer.
Bryan, tanto per sottolineare il suo carico di lavoro, dice che deve chiudere alcuni bilanci, che domani è il primo gennaio e cominciano nuovi calcoli e investimenti, che la Cina incombe minacciosa.
Archezio dice che il sasso di ieri sarà ancora lo stesso di domani, per lui non cambia niente anche se è in Cina oppure a Riveo.
gene
Postilla
Non sono gli anni, sono i millenni.
g.
