
Dal vangelo secondo Lui
Il peggior allenatore l’avevamo noi, però ci dava spunti notevoli.
– Andiamo in stressing! –
– Non nascondetevi davanti! –
Tipo così. O come quando a due minuti dal via dell’ultima di campionato gli domandai chi giocava e Lui rispose chiedendomi a sua volta se non sapevo dove giocare io. Io lo sapevo dove giocare io, anche senza che me lo dicesse e c’era una certa logica. Ma gli altri? Chi? CHI giocava?
– Come la domenica passata, no? –
Ah bon, lo dissi ai miei compagni e ci schierammo in campo un secondo prima che l’arbitro desse il via. Non si può dire che ci fossimo logorati nell’attesa o nella tattica.
Calcola che per noi era decisiva, non so in che maniera ci fossimo arrivati, ma comunque se vincevamo eravamo campioni di gruppo. Nei primi dieci minuti gli altri ne avevano già fatti due e un terzino dei loro aveva perfino sputato in bocca alla nostra ala di sedici anni.
Qualche giorno prima Lui ci aveva detto di avere offerte da altre squadre per la stagione dopo, se avessimo perso, che Lui in quartalega non ci voleva stare più. Pensa che progetto.
Nel secondo tempo ne fecero altri tre e addio al campionato. Lui fece un paio di cambi a caso, giusto per far vedere che c’era. Non venne a bere la birra.
L’anno dopo, come annunciato, non c’era più. Era tornato a fare il postino e credo stia ancora valutando offerte immaginarie di squadre che sanno come stressare gli avversari, o come nascondersi dietro senza tante indicazioni.
gene



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