Tristi, solitari e finali

Un cavaliere emaciato e il suo servo grasso sono fermi alla porta della città in fermento.
– Per la questione dei mulini a vento non c’è mai pace in sella ai nostri destrieri, anche se il tuo asino pare fregarsene, magari avessimo la sua serenità d’animo. Che poi, caro Sancho: macinare farina è una cosa del passato, produrre elettrico fa sembrare la pianura un portaombrelli di una discoteca. Tutto questa ingombro va spazzato via! –
– Mio signore, lasciate perdere e cerchiamo una taverna. –
– La tua stoltezza, o bulimia che sia, ti acceca: c’erano lo Zoccolino e il Canetti e li hanno sventrati per metterci vino del sud a prezzi inavvicinabili, o birra da ingollare prima ancora che i fermenti abbiano fatto il loro gioco. Abbiamo affrontato e sconfitto la zipline, abbiamo fioccinato bagnanti al Lido d’Oro, sventrato igloo della Fashion Valley dove si annidavano siliconi e botulino.
– Pieni di lividi e senza il tempo per una salsiccia, vorrei ricordarvi… –
– La pancia è il motore impazzito dell’Uomo, il Mensch. Sei di un’arretratezza che fa svanire la gloria. Non li vedi? Sorgono dall’acciottolato come fantasmi, ci circondano vociferando di selfie e lanciando striduli vocalizzi con l’autotune, seminudi o con delle braghe del trenig. Chi, se non noi, li fermerà? È una domanda retorica, ignavo. Non affrettarti a rispondere.
– Allora non dico nulla. Potremmo però adattarci, in attesa di momenti migliori, non credete? –
– Ti metti anche tu a porre quesiti oziosi? Non ci sono tempi migliori, non ci sono mai stati! Deponi la bisaccia e imbraccia lo scudo, che nel mentre io lancio questo poderoso rampichino, tu mi proteggerai dai lanci di hamburger e sushi, untuosi e crudi armamenti che riducono il genere umano a mostri, tra i flutti di ketchup con tracce di frittura. –
– A me viene fame, mio signore, non potremmo rimandare? –
– Rimandare è un atto vile, indegno di appartenenza alle luminose doti dell’umanità! –
– Non alteratevi e perdonatemi: ma non avete appena detto dei fantasmi, delle braghe informi, dei gusti triviali? Cosa volete salvare?
– Guarda Sancho, questi discorsi imbecilli ci hanno solo fatto perdere del tempo. Il nemico avanza e noi siamo, cioè, tu sei qui a cavillare. Hanno innalzato le mura con le loro scritte, Afterhour, Gusti Grechi, Babilonia! Anche il tuo asino mi dà ragione. –
– Allora, non potendo dare ordine al vostro criterio, direi di assaltare quei cavalli che roteano. –
– Ottima idea! Ma non sono cavalli, non vedi? Sono grifoni dal corpo di bestia e dal busto di svenevoli dame. Non ti tragga inganno, non ti salga la compassione. All’attacco! –
Galoppano alla giostra, acquistano due gettoni e fanno una decina di giri.

gene

3 risposte a “Tristi, solitari e finali”

  1. Avatar Domenico Mortellaro
    Domenico Mortellaro

    Dai le giostre almeno no!

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  2. Avatar Domenico Mortellaro
    Domenico Mortellaro

    Dai le giostre almeno no

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    1. Le giostre l’hanno scampata

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